L’antica istituzione del Pio Monte della Misericordia di Napoli si lascia scoprire grazie alle visite virtuali. Una iniziativa interessante per far scoprire un luogo d’arte e cultura ai visitatori costretti a casa.

Perché, come dice lo slogan lanciato dal Mibact, sulla scia dell’hashtag #iorestoacasa, “la cultura non si ferma”.



Le visite virtuali del Pio Monte della Misericordia di Napoli sono possibili grazie al progetto Google Arts & Culture, la piattaforma dedicata all’arte del colosso di Mountain View. Il progetto è una creazione del Google Cultural Institute in passato conosciuto come Google Arts Project. 

Le Visite Virtuali al Pio Monte di Misericordia

Caravaggio - Pio Monte della Misericordia

In attesa di scoprire di persona una delle più antiche e illustri istituzioni benefiche della città di Napoli, siamo tutti invitati a scoprire le visite virtuali del Pio Monte della Misericordia:

Sulla Pagina principale delle visite al Pio Monte di Misericordia troverete anche un bellissimo percorso online per scoprire tutte le 150 opere presenti, organizzate per periodo, popolarità o per tonalità di colore.

Pio Monte di Misericordia

Dirk van Baburen - Pio Monte della Misericordia Dirk van Baburen – Pio Monte della Misericordia

L’ Istituzione caritativa (laica) viene fondata a Napoli nel 1602 da sette nobili napoletani che donarono parte dei loro averi per alleviare le sofferenze dei più deboli. Ancora oggi, con lo stesso spirito immutato, prosegue la sua attività in via dei Tribunali 253, un palazzo storico eretto nel XVII secolo.

Nelle sale del palazzo trova posto una delle più importanti raccolte private italiane aperte al pubblico, frutto di donazioni fatte a beneficio dell’istituto caritativo partenopeo. Opere d’arte di importanti autori come Luca Giordano, Fabrizio Santafede, Giovan Bernardo Azzolino, Jusepe de Ribera, Andrea Vaccaro.

Pio Monte della Misericordia Caravaggio

Sull’altare maggiore della Chiesa, uno dei gioielli barocchi della città, si scopre Le sette opere di Misericordia, capolavoro del primo soggiorno del Caravaggio a Napoli. Il Merisi, come in vero vicolo napoletano, racconta le sette opere di misericordia attraverso le figure che abitano in quel vicolo.

Tra cui quello di d’Aquino di Caramanico, con la preziosa pergamena della proclamazione a Dottore della Chiesa di San Tommaso d’Aquino.