Il Museo d’Arte Più Importante del Sud Italia
Cos’è la Reggia di Capodimonte? La Reggia di Capodimonte è uno dei musei d’arte più importanti d’Italia, ospitato in una magnifica reggia settecentesca immersa in un parco di 134 ettari sulla collina di Capodimonte, a nord di Napoli. Costruita a partire dal 1738 come residenza di caccia di Carlo di Borbone, re di Napoli, la reggia custodisce oggi la Galleria Nazionale di Capodimonte, una straordinaria collezione d’arte che spazia dal XIII al XXI secolo con capolavori assoluti di Caravaggio, Tiziano, Raffaello, Botticelli, Masaccio, Artemisia Gentileschi e dei grandi maestri napoletani del Seicento come Ribera, Luca Giordano, Stanzione.
Oltre alla pinacoteca, il complesso offre gli Appartamenti Storici con arredi originali borbonici, la Galleria delle Porcellane (manifattura reale di Capodimonte), le collezioni di arte contemporanea e il meraviglioso Bosco di Capodimonte, il più grande parco pubblico di Napoli, con viali alberati, giardini all’italiana, belvedere panoramici e un’atmosfera di pace che contrasta con il caos della città sottostante. Visitare Capodimonte significa immergersi nell’arte, nella storia borbonica e nella natura in un’unica esperienza indimenticabile.
In questa guida completa scoprirete la storia della Reggia, i capolavori imperdibili della collezione, gli appartamenti storici, il Parco Reale, informazioni pratiche aggiornate su orari, biglietti, come arrivare e tutti i consigli per vivere al meglio questa perla culturale napoletana patrimonio UNESCO.
Storia della Reggia di Capodimonte
Le Origini Borboniche: La Residenza di Caccia (1738-1759)
La storia della Reggia inizia nel 1738 quando Carlo di Borbone, divenuto Re di Napoli e Sicilia nel 1734 dopo aver conquistato il regno dagli austriaci, decise di costruire una nuova residenza reale sulla collina di Capodimonte.
Perché Capodimonte?
La scelta del luogo non fu casuale:
- Posizione panoramica: Dalla collina (150 metri slm) si domina tutta Napoli, il golfo, il Vesuvio
- Aria salubre: Lontano dall’insalubrità della città bassa, clima più fresco
- Terreni di caccia: La collina era coperta da boschi ricchi di selvaggina (cinghiali, lepri, fagiani) – passione di Carlo
- Vicinanza città: Abbastanza vicino per raggiungere il Palazzo Reale quando necessario
- Spazio disponibile: Vasti terreni per costruire reggia e parco
Il progetto originale:
L’architetto incaricato fu Giovanni Antonio Medrano (poi sostituito da Antonio Canevari e infine da Ferdinando Fuga). Il progetto prevedeva:
- Grande palazzo a forma di “E” aperta verso il golfo
- Tre piani fuori terra
- Cortili interni
- Appartamenti reali sontuosi
- Sale per ospitare la Collezione Farnese (ereditata da Carlo dalla madre Elisabetta Farnese): quadri, sculture, oggetti preziosi
- Parco di caccia recintato
Costruzione lenta: I lavori iniziarono nel 1738 ma procedettero lentamente per difficoltà tecniche, costi, continue modifiche progettuali. La costruzione si protrasse per oltre un secolo.
Carlo III e la collezione: Carlo portò a Capodimonte la straordinaria Collezione Farnese ereditata dalla madre, una delle più ricche d’Europa: dipinti di Tiziano, Raffaello, Parmigianino, Correggio, sculture antiche, gemme, bronzi. Voleva creare un museo nella reggia.
1759 – Partenza di Carlo: Quando Carlo divenne Re di Spagna (1759), lasciò Napoli portando con sé parte della collezione (le sculture, oggi al Prado di Madrid), ma lasciò i dipinti al figlio Ferdinando IV che diventò Re di Napoli.
L’Epoca di Ferdinando IV e Maria Carolina (1759-1825)
Ferdinando IV (figlio di Carlo III), salito al trono bambino, continuò i lavori della reggia con maggiore lentezza. Sposò Maria Carolina d’Asburgo (1768), sorella di Maria Antonietta di Francia, donna colta e influente.
Trasformazioni:
- Completamento ala orientale
- Real Fabbrica delle Porcellane installata a Capodimonte (1771-1806): manifattura che produceva porcellane pregiatissime, tra le migliori d’Europa
- Appartamenti privati arredati stile neoclassico
- Ampliamento collezioni d’arte (acquisti, commissioni)
Uso della Reggia: Ferdinando preferiva altre residenze (Caserta, Portici, Palazzo Reale Napoli) e Capodimonte rimase soprattutto deposito delle collezioni d’arte e residenza occasionale.
Periodo Francese e Ritorno Borbonico (1806-1860)
Durante l’occupazione napoleonica, Giuseppe Bonaparte (1806-1808) e poi Gioacchino Murat (1808-1815) utilizzarono Capodimonte come residenza e arricchirono le collezioni con opere confiscate a chiese e conventi soppressi (politica napoleonica anticlericale).
Dopo il Congresso di Vienna (1815), i Borbone tornarono. Ferdinando I delle Due Sicilie riprese possesso e:
- Riordinò le collezioni
- Aprì alcune sale al pubblico (primi passi verso museo moderno)
- Continuò lavori edilizi
I successivi Borbone (Francesco I, Ferdinando II, Francesco II) arricchirono ulteriormente le collezioni ma la reggia mantenne carattere più di “deposito” che di residenza abitata.
Dall’Unità d’Italia a Museo Nazionale (1860-oggi)
Nel 1860, con l’Unità d’Italia, la Reggia divenne proprietà dello Stato italiano (Casa Savoia).
Trasformazione in museo: Progressivamente, dall’Ottocento al Novecento, Capodimonte si trasformò da residenza reale in museo pubblico:
1957: Apertura ufficiale del Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte, dopo lunghi lavori di allestimento.
Collezioni ampliate: Oltre alla Farnese, furono trasferite a Capodimonte:
- Opere da chiese napoletane
- Galleria d’Arte Napoletana (Seicento napoletano)
- Donazioni private
- Acquisizioni statali
- Arte contemporanea (dal XX secolo in poi)
Oggi: La Reggia di Capodimonte è:
- Uno dei musei più importanti d’Italia
- Museo Autonomo dal 2014 (riforma musei italiani), con gestione indipendente
- Patrimonio UNESCO dal 1997 (Residenze Reali XVIII secolo)
- Oltre 300.000 visitatori/anno
- Sede di mostre temporanee prestigiose, eventi culturali
- Centro di restauro e ricerca
Cosa Vedere alla Reggia di Capodimonte: I Capolavori
La Galleria Nazionale: I Dipinti Imperdibili
La Galleria Nazionale di Capodimonte custodisce una delle collezioni pittoriche più ricche d’Italia, con oltre 3000 opere (di cui circa 300 esposte a rotazione).
Organizzazione: Il percorso museale si sviluppa su tre piani per un totale di 126 sale, organizzate cronologicamente e per scuole pittoriche.
Primo Piano: Il Rinascimento e la Collezione Farnese
Sala 2 – Masaccio e il Quattrocento:
“Crocifissione” di Masaccio (1426): Capolavoro assoluto del Rinascimento fiorentino. Faceva parte del Polittico di Pisa (smembrato). Cristo in croce, Madonna e San Giovanni ai lati. Drammaticità, essenzialità, umanità del dolore. Rivoluzionario per l’epoca.
Sala 4 – Botticelli:
“Madonna col Bambino e due angeli”: Delicatezza tipica botticelliana, colori tenui, Vergine malinconica. Influsso Lippi.
Sale 5-8 – Raffaello e la sua scuola:
Ritratto del Cardinale Alessandro Farnese (poi Papa Paolo III): Giovane cardinale in abiti rossi, sguardo penetrante. Raffaello cattura personalità del futuro papa potente.
Sale 9-13 – Tiziano Vecellio (1490-1576):
Capodimonte custodisce una delle maggiori collezioni di Tiziano al mondo, con capolavori della maturità e vecchiaia.
“Paolo III Farnese” (1543): Ritratto del papa anziano, seduto, penetrazione psicologica straordinaria. Si legge l’astuzia politica, l’intelligenza, la stanchezza. Uno dei massimi ritratti della storia dell’arte.
“Paolo III Farnese con i nipoti Alessandro e Ottavio” (1546): Scena di tensione familiare. Il papa anziano, i nipoti cardinali che lo circondano con atteggiamenti ambigui (avidità, simulazione). Tiziano coglie le dinamiche di potere.
“Ritratto di Pietro Aretino”: Il celebre scrittore e “flagello dei principi”, amico di Tiziano. Corpulento, vestito rosso, espressione furba.
“Danae” (1545-1546): Mitologia erotica. Danae nuda riceve Giove trasformato in pioggia d’oro. Sensualità, pittura morbida, carnalità. Opera scandalosa per l’epoca.
Altri Tiziani: Annunciazione, ritratti vari, opere religiose.
Sala 14 – Parmigianino:
“Antea”: Ritratto femminile elegantissimo, manierismo raffinato. Donna con pelliccia, gioielli. Mistero identità (forse cortigiana).
Sale 16-18 – El Greco, Bruegel:
“Giulio Clovio” di El Greco: Ritratto miniaturista amico dell’artista.
“I ciechi” di Bruegel il Vecchio (copia da originale Napoli, dibattuta): Sei ciechi che guidano ciechi, metafora condizione umana.
Sale 19-20 – Carracci, Guido Reni:
“Pietà” degli Annibale Carracci: Capolavoro bolognese, classicismo equilibrato.
Secondo Piano: Il Seicento Napoletano
Il secondo piano è dedicato alla pittura napoletana del Seicento, l’età d’oro quando Napoli era capitale europea dell’arte. Una delle sezioni più ricche e spettacolari.
Sale 21-30 – Caravaggio e i Caravaggeschi:
“Flagellazione di Cristo” di Caravaggio (1607-1610): Opera matura del maestro, dipinta a Napoli durante il suo soggiorno. Violenza della scena, contrasti luce-ombra drammatici (tenebrismo), realismo crudo. Cristo legato alla colonna flagellato, carnefici muscolosi. Uno dei massimi capolavori di Caravaggio.
Caravaggeschi napoletani: Battistello Caracciolo, Filippo Vitale, Carlo Sellitto. Seguaci locali che assorbirono lezione caravaggesca.
Sale 31-40 – I Grandi Maestri Napoletani:
Jusepe de Ribera “lo Spagnoletto” (1591-1652): Spagnolo trasferito a Napoli, divenne il pittore più influente del Seicento napoletano.
“San Gerolamo e l’angelo del Giudizio”: Vecchio santo emaciato, realismo spietato, tenebrismo. Ribera amava rappresentare vecchiaia, sofferenza.
Opere varie: Martiri, filosofi, santi. Naturalismo crudo, tenebrismo.
Massimo Stanzione (1585-1656): Il “Guido Reni napoletano”.
Pale d’altare: Madonne, santi. Classicismo equilibrato, colori morbidi.
Artemisia Gentileschi (1593-1656): Una delle poche donne pittrici dell’epoca, violentata da Agostino Tassi, trovò a Napoli accoglienza.
“Giuditta che decapita Oloferne”: Tema ricorrente in Artemisia (vendetta femminile). Violenza, sangue, determinazione. Capolavoro femminista ante litteram.
Luca Giordano “Luca Fa Presto” (1634-1705): Il più prolifico pittore napoletano, soprannominato “fa presto” per la velocità esecutiva.
Cicli decorativi, pale: Barocco esuberante, colori vivaci, composizioni dinamiche.
Francesco Solimena (1657-1747): Ultimo grande maestro barocco napoletano.
Opere tarde: Barocco maturo, teatralità.
Altri maestri: Mattia Preti (Cavalier Calabrese), Salvator Rosa, Aniello Falcone, Bernardo Cavallino. Una concentrazione straordinaria.
Sale 41-45 – Nature Morte Napoletane:
Napoli fu capitale europea della natura morta nel Seicento.
Giuseppe Recco, Paolo Porpora, Giovan Battista Ruoppolo: Pesci, frutta, fiori. Realismo, dettaglio maniacale, simbolismo.
Terzo Piano: Ottocento, Novecento e Contemporaneo
Sale 46-60 – Arte Napoletana XIX secolo:
Scuola di Posillipo: Paesaggismo romantico (vedute golfo, Vesuvio).
Filippo Palizzi, Domenico Morelli: Verismo, realismo sociale.
Sale 61-80 – Novecento:
Collezione De Ciccio: Pittura napoletana XX secolo.
Sale 81-90 – Arte Contemporanea:
Andy Warhol “Vesuvius” (1985): Serigrafia pop del Vesuvio. Opera iconica contemporanea.
Alberto Burri, Mimmo Paladino, Jannis Kounellis: Installazioni, opere site-specific.
Mostre temporanee: Sale riservate a grandi esposizioni (2-3 l’anno).
Gli Appartamenti Storici
Oltre alla pinacoteca, si visitano gli Appartamenti Storici borbonici con arredi originali settecenteschi.
Appartamento Reale:
Salotto di Porcellana: Interamente rivestito di porcellane di Capodimonte (pannelli dipinti a mano). Capolavoro rococò, trasferito dalla Reggia di Portici. Ogni centimetro decorato: scene cinesi, fiori, putti. Unico al mondo.
Camera da letto Reale: Letto a baldacchino, arredi originali, arazzi Fiandre.
Sala del Trono: Trono borbonico, stucchi dorati, soffitto affrescato.
Galleria delle Battaglie: Affreschi commemorativi vittorie borboniche.
Sala da Pranzo: Tavolo apparecchiato con porcellane Capodimonte, argenterie, cristalli.
Appartamenti XIX secolo: Mobili Impero, neoclassici, eclettici. Salotti, studi, camere da letto aristocratiche.
La Galleria delle Porcellane
Real Fabbrica delle Porcellane di Capodimonte (1743-1759, poi 1771-1806) produsse porcellane tra le più pregiate d’Europa.
Collezione esposta:
- Servizi da tavola completi
- Statuine (pastorelli, scene mitologiche)
- Oggetti decorativi
- Bozzetti, forme
Caratteristiche: Porcellana a pasta tenera, bianca candida, decorazioni delicatissime (fiori, paesaggi, scene galanti). Marchio: giglio borbonico.
Importanza: Rivaleggiava con Meissen, Sèvres, Doccia. Oggi pezzi Capodimonte valgono fortune (aste internazionali).
Il Bosco di Capodimonte: Il Parco Reale
Il Bosco di Capodimonte è il polmone verde di Napoli: 134 ettari di parco storico, il più grande della città.
Storia: Creato come riserva di caccia borbonica (XVIII sec.), recintato, con viali, boschetti, radure. Dopo Unità, aperto al pubblico.
Cosa vedere:
- Viali alberati: Lecci secolari, pini, querce. Atmosfera ombrosa, fresca anche in estate.
- Giardini all’Italiana: Aiuole geometriche, siepi potate, fontane.
- Belvedere panoramici: Punti sopraelevati con vista su Napoli, golfo, Vesuvio. Spettacolare al tramonto.
- Real Fabbrica delle Porcellane (edificio storico): Visitabile durante eventi.
- Eremo dei Cappuccini: Piccolo convento nel parco.
- Fontane storiche: Fontana del Belvedere, altre fontane settecentesche.
- Fauna: Scoiattoli, uccelli (ghiandaie, picchi), farfalle. Natura rigogliosa.
Attività: Jogging, passeggiate, picnic (consentiti), ciclismo (piste ciclabili), famiglie con bambini. Napoletani amano il parco per relax domenicale.
Ingresso parco: Gratuito (separato dal museo). Orari: Alba-tramonto (chiusura variabile stagione).
Informazioni Pratiche per la Visita
Orari di Apertura (2025-2026)
Museo (Galleria e Appartamenti):
Giovedì-Martedì:
- 8:30 – 19:30
- Ultimo ingresso: 18:30
Giorno chiusura settimanale: Mercoledì
Chiusure annuali:
- 1 gennaio
- 25 dicembre
Parco (Bosco di Capodimonte):
Tutti i giorni (incluso mercoledì):
- Orario variabile secondo stagione:
- Estate (apr-sett): 7:00-20:00
- Inverno (ott-mar): 7:00-17:00
Ingresso parco: Gratuito
Verifica orari: www.museocapodimonte.beniculturali.it (possono variare)
Biglietti e Tariffe (2025-2026)
Museo – Biglietto Intero:
- €12.00 (Galleria + Appartamenti + mostre temporanee se presenti)
Biglietto Ridotto:
- €6.00
- Chi: Cittadini UE 18-25 anni, insegnanti scuole pubbliche UE, gruppi 15+
Ingresso Gratuito:
- Under 18
- Disabili + accompagnatore
- Guide turistiche abilitate
- Membri ICOM
- Giornalisti
- Prima domenica mese (tutti)
- Settimana Cultura, Giornate Europee Patrimonio
Parco: Sempre gratuito
Biglietti Combinati:
Capodimonte + MANN (Museo Archeologico): €18 (risparmio)
Campania Artecard: Capodimonte incluso (ingresso gratuito/ridotto)
Dove acquistare:
Biglietteria museo: Ingresso reggia. Contanti e carte.
Online (consigliato):
- www.museocapodimonte.beniculturali.it
- Piattaforme turistiche (GetYourGuide, Tiqets)
- Vantaggio: Salta fila
- Sovrapprezzo: €1-2
Prenotazione gruppi: Obbligatoria 15+ persone
- Email: mu-cap@beniculturali.it
- Tel: +39 081 749 9130
Visite Guidate
Visite Ufficiali Museo:
- Lingue: Italiano, inglese
- Durata: 2h
- Costo: €8 + biglietto
- Prenotazione: mu-cap@beniculturali.it
Audioguide:
- Prezzo: €5
- Lingue: IT, EN, FR, ES, DE
- Durata: 2h audio
Guide Private:
- Costo: €150-220 gruppo (max 25) + biglietti
- Lingue: Tutte
- Personalizzabile
Tour Tematici:
- “I Capolavori Assoluti”: Focus Caravaggio, Tiziano, Masaccio
- “Il Seicento Napoletano”: Approfondimento età d’oro
- “Parco e Natura”: Passeggiata guidata botanica Bosco
Come Arrivare a Capodimonte
Posizione: Via Miano, 2, 80131 Napoli (Collina Capodimonte, 3 km nord centro)
Coordinate GPS: 40.86717229124643, 14.250453345031787
Capodimonte è in collina, serve salita.
Autobus (comodo):
Linee dirette centro → Capodimonte:
178, 168, C63: Da centro città (Piazza Museo, Via Toledo)
- Durata: 20-25 min
- Frequenza: 15-20 min
- Fermata: Capodimonte/Reggia
- Biglietto: €1.60
R4: Circolare collinare
Shuttle (eventi speciali): Durante grandi mostre, shuttle da centro
Metro + Bus:
Metro L1 Museo (Museo Archeologico) → Bus 178/168
Taxi:
- Da centro: €12-15 (15 min)
- Da Stazione: €15-18 (20 min)
A piedi (solo allenati!):
Da centro storico: 40-50 min, salita ripida (3 km, 150m dislivello). Possibile ma faticoso.
Auto:
- Parcheggio gratuito davanti reggia (limitato)
- Weekend: Difficile trovare posto
Accessibilità e Servizi
Accessibilità Disabili:
✅ Accessibile:
- Museo (ascensore, rampe)
- Appartamenti (parziale)
- Parco (viali principali pianeggianti)
❌ Non accessibile: Alcune sale secondarie (scale)
Ingresso gratuito disabile + accompagnatore.
Servizi:
Guardaroba: Gratuito
Servizi igienici: Nel museo, nel parco (punti vari)
Bookshop: Libri, guide, riproduzioni, souvenir qualità
Caffetteria: Nel museo (caffè, snack). Nel parco: NO (portare acqua/picnic)
Wi-Fi: Disponibile
Fotografie: ✅ Permesse senza flash. ❌ Treppiedi: autorizzazione
Animali: ❌ Museo NO. ✅ Parco SÌ (guinzaglio)
Consigli per la Visita
Quando Visitare
Orari migliori:
⭐ Mattina (8:30-11:00): Meno visitatori, luce bella sale
⭐ Pomeriggio tardo (17:00-18:30): Tranquillo
❌ Ore centrali (11-15): Gruppi, affollamento
Giorni:
⭐ Giovedì, Venerdì, Lunedì: Tranquilli
❌ Weekend, Prima domenica: Affollati
Stagioni:
⭐⭐⭐ Primavera (apr-mag): Parco fiorito, clima perfetto
⭐⭐⭐ Autunno (set-ott): Colori autunnali Bosco
⭐ Estate: Caldo ma parco ombreggiato
⭐ Inverno: Pochi turisti, tranquillo
Durata:
- Museo solo: 2-2h30
- Museo + Parco: 3h30-4h (consigliato!)
- Giornata completa: 5-6h (museo, parco, picnic)
Abbinamenti
Giornata Capodimonte + Centro:
9:00 – Reggia Capodimonte (2h30) 12:00 – Pranzo/picnic Bosco 14:00 – Passeggiata Parco (1h) 15:30 – Bus centro 16:00 – MANN Museo Archeologico (2h)
Itinerario Musei:
Capodimonte + MANN (stesso giorno, biglietto combinato)
Cosa vedere vicino:
- Catacombe San Gennaro (2 km, 10 min bus): Catacombe paleocristiane
- Osservatorio Astronomico (adiacente)
- Rione Sanità (2 km): Quartiere autentico
Curiosità
Il Salotto di Porcellana: Capolavoro Rococò
Il Salotto di Porcellana, integralmente rivestito di pannelli di porcellana dipinta, è considerato uno dei massimi capolavori del rococò europeo. Fu creato per la Reggia di Portici (1757-1759), poi smontato pezzo per pezzo e rimontato a Capodimonte. Lavoro di anni di maestranze specializzate. Unico al mondo, di valore inestimabile.
Andy Warhol e il Vesuvio
Nel 1985, poco prima di morire, Andy Warhol visitò Napoli e rimase affascinato dal Vesuvio. Creò una serie di serigrafie pop “Vesuvius”, oggi esposte a Capodimonte. L’opera collega arte contemporanea e identità napoletana.
Il Parco set cinematografico
Il Bosco di Capodimonte è stato set per film italiani (Troisi, De Crescenzo) e internazionali. I viali ombrosi, le radure, i panorami sono scenografie naturali perfette.
Domande Frequenti (FAQ)
Quanto tempo serve? 2-2h30 solo museo. 3h30-4h museo + parco. Giornata intera ideale.
Si può visitare solo il parco? Sì, parco sempre gratuito (anche mercoledì quando museo chiuso). Perfetto per picnic, jogging, relax.
Vale la pena? Assolutamente! Tra i musei più belli d’Italia. Collezione straordinaria + parco magnifico. Imperdibile.
Si può fare picnic? Sì, nel parco (non nel museo). Napoletani lo fanno abitualmente. Portare coperta, cibo.
È lontano dal centro? 3 km, 20 min bus. Vale lo spostamento.
Quali sono i capolavori assoluti? Caravaggio “Flagellazione”, Tiziano “Paolo III”, Masaccio “Crocifissione”, Artemisia “Giuditta”, Salotto Porcellana.
Link Utili
Sito Ufficiale: www.museocapodimonte.beniculturali.it
Prenotazioni: mu-cap@beniculturali.it | Tel: +39 081 749 9130
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