In concomitanza con la festa di San Valentino, la città di Sorrento celebra la morte del suo santo patrono, Sant’Antonino Abate, avvenuta il 14 Febbraio 625.

Una secolare festa religiosa ma con numerosi ed intessanti aspetti folckloristici, che viene organizzata magistralmente dal Comune e dall’Azienda Autonoma di Soggiorno. Il 14 febbraio è quindi un ottima scusa per visitare la Terra delle Sirene e immergersi nella magica atmosfera dei festeggiamenti per il Santo Patrono.



Per l’occasione i fedeli provenienti da tutta la penisola sorrentina e da Campagna, città natale del Santo, raggiungono la Basilica da tutta la penisola sorrentina per partecipare alle funzioni e scendere nella cripta, il cosiddetto “succorpo”, dove sono custodite le spoglie di Sant’Antonino. e scendere nella cripta, il cosiddetto “succorpo”, dove il patrono è sepolto.

Basilica Sorrento

La storia narra che a seguito dell’apparizione dell’arcangelo Michele e su suo ordine, l’allora monaco Sant’Antonino fece edificare a Sorrento una imponente Basilica, ancor oggi tra le bellezze storico religiose e architettoniche più visitate della cittadina.

Ad aprire i festeggiamenti, il giorno prima, il 13 febbraio, la banda cittadina si esibisce lungo le strade cittadine nel suo classico repertorio musicale. La mattina del 14 febbraio è la volta della suggestiva processione (che parte dalla basilica alle ore 9) lungo le strade del centro, l’antica statua d’argento, opera dell’orafo Scipio di Costantio del 1574, viene portata a spalle per la città dagli uomini di mare di Marina Piccola, con autorità civili e militari e le confraternite laicali. Dopo il corteo la statua fa rientro nella Basilica, dove viene celebrata la Santa Messa. e scendere nella cripta, il cosiddetto “succorpo”, dove il patrono è sepolto.

I festeggiamenti culminano in un meraviglioso spettacolo pirotecnico: in serata infatti la città viene illuminata dal mare.

Sant’Antonino tra leggenda e miracolo

Il miracolo della balena e del bambino – Si racconta che un giorno, in una tranquilla mattina d’estate, un fanciullo che giocava sulla spiaggia di Sorrento fu inghiottito da una balena. Disperata, la mamma del bambino, chiese aiuto a Sant’Antonino che si recò sulla spiaggia ed intimò ai pescatori di cercare il mostro marino e di condurlo in sua presenza, quando ciò avvenne fu aperto il ventre del mostro e ne uscì sano e salvo il fanciullo.

Sorrento processione Sant'Antonino

La stessa statua argentea fu oggetto di un miracolo: la leggenda vuole che una prima statua del santo fosse stata rubata il 13 giugno 1558 da pirati saraceni, purtroppo i sorrentini non avendo soldi a sufficienza per farne un’altra vi avevano (quasi) rinunciato, ma ecco che avvenne un miracolo: sant’Antonino apparve all’orafo napoletano che era stato incaricato di compiere l’opera, consegnandogli un sacchetto con il resto della somma mancante e intrattenendosi per diverso tempo, in modo tale da farsi ben osservare affinché la statua fosse quanto più simile a lui.