Non tutti sanno che all’interno del monumentale Palazzo della Borsa di Napoli, in piazza Bovio, c’è la Chiesa di Sant’Aspreno una cappella paleocristiana dedicata al primo vescovo e patrono di Napoli.



Palazzo della Borsa

Era il 14 novembre del 1892 quando la Camera di Commercio di Napoli divenne proprietaria dell’intera area prospiciente la nuova piazza di Porto (oggi piazza Bovio) per la costruzione del Palazzo della Borsa.

Il Palazzo neo-rinascimentale a tre piani, su progetto di Alfonso Guerra e Luigi Ferrara, fu inaugurato nel 1899 e poi ingrandito in epoca fascista che aggiunse i due obelischi ai lati dell’ingresso principale.

La varietà dei materiali utilizzati, i marmi multicolore e l’illuminazione a vetrata centrale, tipica della belle epoque, danno un’idea dell’opulenza esistente all’epoca della sua creazione. Ma l’elemento che suscita più interesse è indubbiamente il Salone delle Grida con lunette decorate con figure allegoriche.

Palazzo Borsa Napoli, Sala delle Grida

L’ingresso di rappresentanza del Palazzo della Borsa è preceduto da una scalinata con due sculture alate opere di Luigi De Luca che rappresentano Il Genio che domina la Forza. Spingete il vostro sguardo fino all ultimo piano, gli infissi sono intervallati da cariatidi con al centro un grande fregio raffigurante Hermes e Dioniso.

Sul lato destro del palazzo è stata posta una lapide in memoria dell’uccisione di 4 marinai e finanzieri durante le rappresaglie naziste del ‘43. Nonostante l’aspetto austero, chi dovesse recarsi negli uffici della Camera di Commercio, potrebbe ammirare la luce diffusa grazie a soluzioni di vetrate di gusto liberty tipico della belle epoque e all’ultimo piano un grande fregio raffigurante Hermes e Dioniso.

La Chiesa di Sant’Aspreno

Il palazzo della Borsa ha la particolarità di aver inglobato al suo interno (e al di sotto…) un vero e proprio tesoro, parliamo dell’antichissima Chiesa di Sant’Aspreno, dedicata proprio alla memoria del primo vescovo della nostra città. Dopo San Gennaro è il secondo dei 47 santi protettori di Napoli, i cui busti d’argento sono custoditi nella cappella del tesoro nel Duomo.

La piccola chiesa di Sant’Aspreno è aperta tutte le mattine almeno fino alle 12:00, non c’è bisogno di prenotazioni e non ci sono biglietti di ingresso da pagare. L’accesso è situato alla sinistra del palazzo della Borsa.

Sant'Aspreno chiesa

La chiesa si articola su due livelli, quello superiore corrisponde ad un rifacimento del XVII secolo completamente restaurato nel XIX secolo. Sotto la chiesa c’è il primitivo sacello dedicato a S. Aspreno, ricavato in un ambiente termale di epoca romana, visitato dai fedeli che chiedevano la grazia di esser guariti da cefalee ed emicrania, infilando la testa in una cavità presente sotto l’altare.

Molti attribuiscono questa sua dote miracolosa al fatto che fu decapitato a causa della sua conversione, mentre altri la associano al suo modo di fare penitenza e cioè mettendo una pietra sul capo. Dietro il piccolo altare è ancora visibile la grossa pietra che si dice il santo usasse per le sue penitenze.

Il semplice altare e i pochi resti di decorazione pittorica murale dovrebbero risalire al VIII secolo. Al di sopra dell’altare maggiore è invece visibile il busto del santo ornato da ex-voto costituiti  prevalentemente da immagini di teste.

La leggenda attribuisce ad Sant’Aspreno anche la fondazione della Basilica di San Pietro ad Aram ( alle spalle del corso Umberto I prima di piazza Garibaldi).