Il Complesso Monumentale di Santa Chiara è un piccolo gioiello incastonato tra le vie del famoso quartiere Spaccanapoli a Napoli.



Situato nei pressi di Piazza del Gesù, e a due passi da S.Domenico Maggiore, Santa Chiara fu concepito come una vera e propria cittadella francescana che comprendeva – una basilicaun convento per accogliere i frati che si occupavano delle funzioni liturgiche e un monastero per l’Ordine di clausura delle Clarisse. Proprio grazie alle Clarisse questo complesso, prese il nome di Santa Chiara.

La storia del complesso monumentale

Nata per volontà di Sancia di Maiorca e di Roberto d’Angiò, entrambi devoti a S.Francesco d’Assisi e a S.Chiara, il complesso fu innalzato tra il 1310 e il 1328 (ma consacrata solo nel 1340) in una zona che, a quei tempi, era considerata alquanto periferica (detta “fuori gli horti”), tra il Decumano Inferiore (l’attuale Via Benedetto Croce) e le mura tardoromane.

La basilica di Santa Chiara fu il centro naturale delle manifestazioni religiose e civili del periodo angioino a Napoli; nel suo grembo trovarono sepoltura i regnanti della dinastia, primo fra tutti re Roberto, di suo figlio Carlo, di Maria di Durazzo. Anche i Borbone furono sepolti in questa bellissima chiesa.

La chiesa, originariamente costruita in forme gotiche provenzali da Gagliardo Primario, fu ampiamente ristrutturata da Ferdinando Sanfelice e Domenico Vaccaro in stile barocco tra il XVII e il XVIII secolo. Dopo i bombardamenti che la colpirono pesantemente il 4 agosto del 1943, la chiesa è stata ricostruita e restaurata secondo l’originario stile gotico.

Cosa vedere

All’insegna della pura semplicità dei principi francescani la facciata è sobria e imponente, con un grande rosone centrale mentre l’interno è a navata unica, senza transetto, con dieci cappelle laterali illuminate da bifore e trifore. Dietro l’altare maggiore campeggia il grande sepolcro di Roberto d’Angiò. Tino di Camaino lavorò alle tombe di Carlo di Calabria e di Maria di Valois, mentre ai fratelli Bertini si deve il sepolcro di Roberto d’Angiò.

Basilica di Santa Chiara navata centrale

Poche testimonianze sopravvivono dei bellissimi affreschi di Giotto e della sua bottega napoletana, che secondo il Vasari un tempo rivestivano l’intera chiesa.

Ancora oggi è possibile ammirare affreschi di Giotto e della sua bottega napoletana a cominciare dai frammenti nel Coro delle Clarisse. Nell’oratorio delle Clarisse si trova invece l’Allegoria francescana della Mensa del Signore, affresco di Giovanni Barrile un allievo di Giotto. Ulteriore testimonianza grottesca è nella sala Maria Cristina, con una Crocifissione attribuita a Maestro Delle Vele.

Oltre alla Basilica il complesso comprende tre chiostri – quello delle Clarisse, quello dei Frati Minori e quello di Servizio – una vera oasi di pace proprio nel centro di Napoli. Leggere il nostro post Santa Chiara, il chiostro maiolicato di Napoli.

Complesso monumentale di Santa Chiara, Napoli (foto da Velvet)

In un’ala del convento, li dove cerano gli appartamenti delle monache, si trova il Museo dell’Opera di Santa Chiara. Un percorso di visita che illustra l’evoluzione e i cambiamenti artistici di tutto il complesso monumentale mettendo in mostra non solo i reperti rinvenuti nel corso degli scavi ma anche pregiate urne sacre.

L’itinerario prosegue nell’area archeologica, resti di uno stabilimento termale romano scoperto nel dopoguerra probabilmente appartenuto ad una villa patrizia preesistente al complesso monumentale. Dal chiostro si accede alla sala dove è conservato un presepe storico con pastori del 1700 e del 1800.

Chiesa e complesso monumentale di Santa Chiara

Indirizzo: 49/c, Via Santa Chiara, 49/C, 80134 Napoli
Orario di apertura: la Chiesa è aperta dalle 07:30 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 20:00; il Complesso monumentale dalle 09:30 alle 17:30, i giorni festivi dalle 10:00 alle 14:30.
Costi: 6 € per gli adulti e 4,50 € per gli studenti minori di 30 anni, gli insegnanti, le persone di oltre 65 anni.