Ercolano non finisce mai di stupire, riapre dopo 30 anni la Casa del Bicentenario, una delle Domus romane meglio conservate del Parco Archeologico. Un luogo è decisamente affascinante.



Dal 24 ottobre 2019 – anniversario dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.- la Casa del Bicentenario è stata aperta stabilmente al pubblico nell’ambito del progetto Cantiere Open. Il percorso di visita permette di entrare negli spazi già restaurati e di assistere in maniera ravvicinata ai lavori di  manutenzione e restauro degli specialisti.

Casa del Bicentenario Ercolano

La visita

I visitatori potranno entrare in alcuni ambienti di questa ampia dimora di tre piani che si estende su una superficie di circa seicento metri quadrati. Una Domus realizzata in epoca Giulio-Claudia quasi completamente in opus reticolatum in tufo giallo e con straordinarie pitture di quarto stile su fondo rosso.

L’antica casa di Ercolano, detta del Bicentenario, fu portata alla luce nell’ottobre del 1938 dall’archeologo Amedeo Maiuri, quando ricorreva il secondo centenario degli scavi di Ercolano iniziati dai Borbone nel 1738. La Domus sorge alla fine del decumano massimo al confine tra città antica e quella moderna.

La Casa del Bicentenario è una delle otto che hanno restituito tavolette di legno per la scrittura e, in misura molto ridotta, di papiri, veri e propri archivi di epoca romana.

Domus del bicentenario esterno

Curiosità

Durante i primi restauri all’interno della Domus venne ritrovato un simbolo a forma di croce. L’indizio fece sospettare una precoce diffusione del cristianesimo nel mondo romano. Malgrado l’ipotesi sia stata successivamente smentita, lascia ancora oggi la dimora avvolta da un’affascinante aura di mistero.

I lavori di restauro si inseriscono in un più ampio programma di manutenzione e restauri, articolato su cicli di tre anni. La riapertura al pubblico della Casa del Bicentenario è il frutto di una stretta collaborazione tra – Parco archeologico di Ercolano, Parco archeologico di Pompei, Herculaneum Conservation Project e Getty Conservation Institute.