Il Castel Nuovo (Maschio Angioino) è il primo monumento partenopeo in cui ci si imbatte arrivando a Napoli dal mare. Il castello occupa una posizione privilegiata e strategica al lato dei giardini del Palazzo Reale, sovrasta la vasta Piazza Municipio e il molo Beverello (partenze per le isole).

Durante il periodo angioino fra le mura di Castel Nuovo si verificò uno dei più noti eventi della storia medioevale: il “gran rifiuto” di Celestino V il 13 dicembre del 1294. Sempre nelle sue sale, il nuovo conclave elesse Bonifacio VIII.



Perché si chiama Maschio Angioino?

Nel Medioevo il Maschio o Mastio indica il ruolo di fortezza. Angioino indica invece la provenienza storica e dinastica. Con il passare degli anni, i napoletani hanno gradualmente mostrato di preferire il nomignolo al nome ufficiale.

Storia di Castel Nuovo – Maschio Angioino

La prima edificazione è dovuta a Carlo I d’Angiò, che nel 1266, sconfitti gli Svevi, si prese il trono di Sicilia e trasferì la capitale da Palermo a Napoli. La residenza della corte cittadina, a quel momento, era il normanno Castel Capuano, giudicato inadeguato alla funzione di corte di una capitale.

Nel corso dei secoli l’antica costruzione ha subito non poche modifiche. Le forme attuali si devono ad Alfonso V d’Aragona, che nel 1442 piegò la resistenza di Renato d’Angiò. Unico elemento trecentesco sopravvissuto è la bella Cappella palatina, ancora ammirabile nel suo stile gotico originario.

Il castello, pianta trapezoidale, è difeso da cinque maestose torri cilindriche – di San Giorgio, di Mezzo di Guardia, dell’Oro, Beverello –  con al loro interno una scala catalana per arrivare in cima. Insieme ai fossati formavano un importante difesa.

Maschio Angioino Arco di Trionfo

La Leggenda del Coccodrillo

Come spesso accade a Napoli, anche il Maschio Angioino è legato una leggenda. Contrariamente all’uovo di Castel Dell’Ovo  qui questione di prigioni e di un famelico coccodrillo.

Sotto la Cappella Palatina si nascondono due locali sotterranei adibiti a prigioni: la fossa del miglio (oggi conosciuta come fossa del coccodrillo) e la prigione della congiura dei Baroni.

Si narra che Giovanna II, regina da facili costumi, ospitasse all’interno del castello i tanti amanti scelti tra i popolani di bell’aspetto. Per tutelare il suo buon nome, una volta saziate le sue voglie, soleva darli in pasto a un coccodrillo. I malcapitati amanti, infatti, venivano chiusi in una cella posta nei sotterranei del Maschio Angioino.

Cortile di Castel Nuovo a Napoli

La leggenda vuole che da una fossa scavata nel pavimento e collegata direttamente al mare, un grosso coccodrillo entrasse per trascinare direttamente nelle profonde acque i malcapitati.

Un’altra versione del mito è legata a Ferrante D’Aragona, re di Napoli dal 1458 al 1494. Pare che il re fece divorare dal rettile i baroni che avevano congiurato contro di lui. In seguito lo stesso Ferrante si liberò del coccodrillo, lo fece impagliare ed agganciare sulla porta d’ingresso del Maschio Angioino

Cosa Vedere al Castello

Come ogni castello che si rispetti è dotato di un fossato, un ponte levatoio, di tetre prigioni e relativi scheletri. Recentissime indagini archeologiche hanno riportato alla luce precedenti stratificazioni, delle epoche romana e angioina, osservabili nelle sale attigue alla Cappella Palatina.

L’entrata avviene dal cortile del castello tramite un portale rinascimentale in marmo sormontato da un rosone vetrato, mentre la parete di fondo affaccia sulla odierna via Marina.

Fra la torre san Giorgio e la torre dell’Oro si trova lo splendido Arco di Trionfo eretto per volere di Alfonso d’Aragona per celebrare la sua conquista del Regno di Napoli nel 1443.

All’angolo della torre di Beverello c’è la Sala dei Baroni. Voluta come sala del Trono già da Roberto d’Angiò, che impegnò anche qui Giotto per la decorazione, la sala dei Baroni è un miracolo di statica. Alta una trentina di metri, presenta una copertura a costoloni che, partendo dal centro, si congiungono elegantemente alle mura perimetrali. Fino al 2006 si è riunito il consiglio comunale di Napoli.

Volta della sala dei Baroni, Castel Nuovo Napoli

Qui nel 1486 ebbe luogo la celebre congiura contro Ferdinando I d’Aragona, figlio di Alfonso, da parte di alcuni nobili. Il re, superate le ostilità, invito tutti i baroni al castello con la scusa della festa di nozze della nipote. Ma i baroni, dopo essere stati accolti, furono arrestati e messi a morte.

La Cappella Palatina, invece, è l’unica testimonianza del castello medievale angioino, i cui interni furono affrescati da Giotto con il ciclo delle Storie del Vecchio e Nuovo Testamento, di cui restano soltanto alcuni decori. Nelle Prigioni, situate nei sotterranei del castello, si trovano la Fossa del Coccodrillo e la prigione dei Baroni.

Nei piani superiori di Castel Nuovo è allestito il Museo Civico. Il nucleo più importante della raccolta è costituito dai dipinti dei maestri attivi a Napoli nel Seicento (Battistello Caracciolo, Luca Giordano, Mattia Preti, Francesco Solimena).

Spesso la Domenica c’è l’ingresso gratuito per visitare il Cortile, la Cappella Palatina, la Sala dei Baroni, la Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia. Scopri i vari percorsi di visita dell’antico Castello Partenopeo.

Maschio Angioino – Castel Nuovo

Indirizzo: Piazza Municipio Napoli
Tel: +39 081 795 7713
Orari di apertura: 9:00-19:00 dal lunedì al sabato.
Prezzo dei biglietti: Intero: 6 euro, Gratuito per giovani dell’UE sotto i 18 anni. Il Museo Civico si paga a parte.