Il Castel Capuano, il più antico ma meno noto dei castelli napoletani. Nasce come reggia dei normanni ed angoini per poi diventare il centro della vita giudiziaria e culturale del Regno di Napoli.

Dall’aspetto austero e imponente, Castel Capuano sembra guardare Napoli e la sua brulicante vita come sospeso in un’altra dimensione. A poca distanza si trova Porta Capuana, dove l’antica strada per Capra entrava in città.



Castel Capuano – La storia

Il castello, fondato nel XII secolo da Guglielmo I, ampliato da Federico II e restaurato da Carlo d’Angiò, è situato alla fine di via dei Tribunali e prende il nome dalla vicina Porta Capuana.

Dotato di robuste fortificazioni, Castel Capuano fu destinato subito alla funzione di residenza reale dei sovrani normanni e ciò malgrado l’austerità degli ambienti e la sua vocazione naturale di presidio militare.

Nella sua lunga storia, Castel Capuano ha subito numerosi interventi di trasformazione e restauro che ne hanno profondamente cambiato la fisionomia. La prova è data dalle numerose lapidi, marmi, scritte ed epigrafi che si vedono per ogni dove. Nei secoli ogni apportatore di modifiche si faceva un dovere di segnalare il cambiamento fatto o il restauro compiuto.

Castel Capuano Salone dei Busti

Collocato in un punto nevralgico di controllo delle comunicazioni con l’entroterra, Castel Capuano assolveva un ruolo prevalentemente di difesa. Con l’avvento degli Angioini, il castello fu ulteriormente ingrandito, tuttavia i nuovi sovrani non lo scelsero come loro unica dimora e avviarono nel 1279 la costruzione di Castel Nuovo.

Con l’annessione del Regno di Napoli alla corona di Spagna e la sua costituzione in Vicereame (1503), il Castello fu destinato per la prima volta alla funzione di palazzo di giustizia. Qui, infatti, il viceré don Pedro de Toledo riunì tutte le corti di giustizia sparse in diverse sedi in tutta la città. E qui rimarranno fino al 1995, quando le sezioni penali della Corte d’Appello e del Tribunale, seguite nel 2007 da quelle civili, saranno trasferite nella nuova sede del Centro Direzionale.

Da quel momento sarà chiamato Palazzo della vicaria perché era il Vicario del Regno a presiedere al governo del potere giudiziario. Le esecuzioni capitali avevano luogo nello spazio antistante la facciata settentrionale.

Cosa vedere

Dopo aver ricorperto il ruolo di sede del tribunale civile per la città d Napoli, Castel Capuano oggi è dedicato solo alle visite turistiche.

Sul portale di ingresso vi è una famosa lapide, affissa per volere di don Pedro de Toledo, che riporta due importanti avvenimenti. La vittoria di Carlo V nella spedizione di Tunisi, e la data 1540 in cui la fortezza fu trasformata in sede dei Tribunali.

Superato il portale si accede ad un cortile circondato da un portico sostenuto da pilastri di ordine dorico.  Fra le sale interne del castello una delle più interessanti è certamente il Salone della Corte d’Appello con affreschi del XVIII secolo raffiguranti le province del Regno.

Nella cappella si ritiravano in preghiera i giudici prima di emettere una sentenza: gli episodi della vita di Cristo e il Giudizio universale dipinti da Rubiales dovevano ispirare la coscienza del magistrato nel suo pronunciamento.

Il percorso di visita passa poi nel Salone dei Busti e nella vicina Cappella della Sommaria, qui i giudici sostavano ed ascoltavano la messa prima di adunarsi e decidere sulle condanne. La cappella è interamente affrescata dallo spagnolo Pedro Rubiales, discepolo del Vasari. Nel castello c’è una Biblioteca che ospita rarissime opere dei secoli XVI, XVII e XVIII. Nel loro insieme costituiscono il cosiddetto Fondo Antico.

Sul retro di Castel Capuano non mancate la visita alla Fontana del Formiello, dal nome dell’acquedotto che l’alimenta. Nata nel 1490 come abbeveratoio reale di cavalli, fu restaurata nel 1583 ad opera di Michele de Guido.

Castel Capuano – Piazza Enrico de Nicola, 80139 Napoli.

Orari: Aperto dal lunedì al venerdì 9.00-18.30; Ingresso libero

Come arrivare: Da piazza Garibaldi: procedere a piedi lungo il corso Garibaldi, imboccare via A. Poerio fino alla piazza antistante il castello.