Taralli napoletani sugna e pepe, storia e ricetta

26 Mar 2018 | Mangiare e Bere

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I Taralli Napoletani sugna e pepe (‘nzogna e pepe), lo spuntino salato più amato a Napoli, hanno una storia antichissima che nasce tra il ‘700 e l’800. Ancora oggi sono apprezzati per il loro sapore croccante e per il contrasto tra il sapore salato e il tocco di pepe.



A Napoli i taralli ‘nzogna e pepe accompagnati da una buona birra fresca è qualcosa di (quasi) sacro. Dopo aver li assaggiati  capirete facilmente il perché.

Storia del tarallo napoletano

I taralli napoletani nzogna e pepe nascono come soluzione creativa per utilizzare gli avanzi di pasta di pane. I fornai partenopei di fine settecento, crearono un impasto composto dallo “sfriddo”, gli avanzi di pasta lievitata, la “n’zogna” (la sugna ) insieme a generose quantità di pepe nero.

L’impasto veniva modellato in due strisce sottili, intrecciate tra loro, e poi cotte insieme al pane Successivamente fu arricchito con l’aggiunta delle mandorle. Successivamente comparvero anche le mandorle.

Ricetta dei Taralli Napoletani

A celebrare la bontà dei taralli napoletani ci ha pensato anche Pino Daniele con “Fortunato”; una canzone dedicata a Fortunato o’ Tarallaro (Fortunato Bisaccia) che tra gli anni ’70 e ’80 andava in giro per le strade della città con il suo carretto a vendere questa prelibatezza utile a tappare i buchi dello stomaco.

Friabili da sbriciolarsi in mano, con il forte sapore di pepe e l’odore delicato ma persistente dello strutto, possono anche sostituire un pasto veloce visto il loro apporto calorico.

Il Tarallo napoletano, nato come cibo per i più poveri, è divenuto negli anni uno sfizioso fuori pasto, da gustare in vari modi: con l’aperitivo o come snack durante un viaggio o una golosa merenda.

La Ricetta dei taralli sugna e pepe:

Ingredienti per circa 20 taralli: 1/2 kg di farina, 150 gr di sugna, 1 dado di lievito, 100 gr di mandorle, sale, pepe

Preparazione: Disporre la farina a fontana su un ripiano e inserire al centro sugna, sale, parecchio pepe e il lievito sciolto in due dita di acqua tiepida. Amalgamare bene il tutto, staccare via via dei pezzi di pasta e lavoriamoli con le mani fino a farne dei cordoni abbastanza grandi.

Attorcigliamoli a due a due e tagliamoli in pezzi da 20 cm (inserire anche le mandorle intere o tagliate a metà). Ognuno di questi pezzi va poi chiuso sovrapponendo un’estremità all’altra e pestandole bene col pollice.

Dopo averli lasciati lievitare per circa un’ora vanno infornati per un’ora a forno lento.

I Taralli Napoletani

4 suggerimenti dove poter acquistare i migliori taralli a Napoli:

Tarallificio Leopoldo – Via Foria, 212 – una tappa obbligata per chi vuole provare il vero tarallo napoletano. Con gli anni le attività della famiglia si sono moltiplicate, ma le sedi storiche restano quelle di via Foria e di via dell’Epomeo.

Taralleria Napoletana – Via San Biagio Dei Librai, 3 – un nuovo progetto di Leopoldo infante, qui il tarallo è declinato in una varietà di gusti e abbinamenti sperimentali e sorprendenti. Si va da quelli ai pomodori ai taralli ai friarielli, al basilico, ai peperoni, fino a quelli salutisti come i vegani o gli integrali.

Tarallificio Esposito – Via Sanità, 129 – piccolo forno a gestione familiare del Rione Sanità. Da provare anche o’ pagnottiello, una via di mezzo tra la pizza e il panino.

Tarallificio Filippone – Via Amedeo Maiuri, 35 – Storico tarallificio del quartiere di Bagnoli. Qui i taralli pepe e ‘nzogna, come si dice in napoletano, sono preparati secondo l’antica ricetta, in modo semplice ma ineguagliabile.

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