In una posizione appartata rispetto alla caotica via dei presepi, la chiesa di San Gregorio Armeno, situata presso l’odierna piazza San Gaetano e alla chiesa di San Lorenzo Maggiore, assieme all’adiacente complesso monastico costituisce uno degli edifici religiosi più antichi della città.



Secondo alcuni è proprio in questo convento che sarebbero state create alcune delle più golose ricette partenopee come le Zeppole di San Giuseppe e la famosa Pastiera.

Il magnifico complesso monastico fu edificato intorno al anno 1000 sulle rovine del tempio di Cerere per accogliere le suore basiliane in fuga da Costantinopoli con le preziose reliquie di San Liguoro (San Gregorio). La chiesa è anche conosciuta come chiesa di Santa Patrizia, protettrice della città insieme a San Gennaro. L’urna con il corpo della santa è meta di pellegrinaggio così come l’ampolla con il suo sangue, pare che il suo sangue si sciolga miracolosamente più volte l’anno.

Il convento, nel tempo, fu unito con quello di San Pantaleone tramite un cavalcavia che ancora oggi domina via San Gregorio. Nel Seicento, sopra il cavalcavia, fu eretto il caratteristico campanile della chiesa. Dopo il Concilio di Trento il complesso subì un profondo rifacimento con la chiesa collocata al centro del convento.

Campanile San Gregorio Armeno

Aldilà delle interessanti vicende del cantiere e della storia dell’istituzione religiosa, il complesso monumentale è una tappa obbligatoria per ogni amatore di cose d’arte.

Per raggiungere la chiesa è necessario lasciarsi alle spalle la via principale, attraversare il cancello un pò nascosto del convento, oltre il quale si è immersi in un mondo fatto di silenzio, meditazione e spiritualità. Superando l’atrio, si notano ai lati della porta le iscrizioni che ricordano l’anno di consacrazione della chiesa nel 1579 e la dedicazione al santo armeno.

Uscendo dalla chiesa, dal lato dell’omonima via resa caratteristica per le botteghe di pastori, si accede al chiostro ed al convento, opera dell’architetto Giovanni Vincenzo Della Monica.

San Gregorio Armeno Soffitto

L’impianto cinquecentesco, che segue il tipico schema napoletano controriformista, si presenta con un’unica navata e cinque cappelle laterali e con soffitto a cassettoni e con tavole del fiammingo Teodoro d’Errico. Ci sono poi affreschi di Luca Giordano che ricostruiscono le storie di San Gregorio Armeno e San Benedetto, e tele di F. Fracanzano sulle Storie di San Gregorio.

Il cassettonato della chiesa di San Gregorio Armeno costituisce una delle più straordinarie testimonianze della preziosa maniera della bottega fiamminga di Teodoro D’Errico (Dirck Hendricksz), formatosi probabilmente ad Anversa e poi a Roma, trasferitosi a Napoli nel 1573 e ben presto affermatosi come uno degli artisti più apprezzati del tempo.

Chiesa di San Gregorio Armeno

Da ammirare l’altare maggiore, opera di Dionisio Lazzari, ed ancora lo scalone di Giacomo del Po, che porta al convento dove le “ruote” sono le uniche aperture per comunicare con le suore in clausura.

Oltre al Coro delle Monache, il Corridoio delle Monache e il Salottino della Badessa in stile rococò, c’è anche un chiostro di straordinaria bellezza che ha nel centro, tra aiuole di agrumi e alberi da frutta, una fontana marmorea affiancata da statue a grandezza naturale raffiguranti L’incontro al pozzo di Cristo e della Samaritana.

Chiesa e Chiostro di San Gregorio Armeno
Indirizzo: Via San Gregorio Armeno 1 80138, Napoli
Orari: Lunedì/Venerdi 09-12 Sabato/Domenica 09-13