A Napoli, il 19 marzo, in concomitanza con San Giuseppe e la festa del papà, è tradizione preparare le zeppole. In principio fritte dai frittellari nelle strade del centro storico, oggi sono uno dei vanti della pasticceria partenopea, insieme al babà e alla sfogliatella.



Napoli inventò le zeppole, tutta Italia se ne leccò le dita”, scrive Giovanni Bideri nel suo libro “Passeggiata per Napoli e contorni”.

La zeppola è una frittella tipica del giorno di San Giuseppe, uno dei dolci tipici della pasticceria partenopea. La zeppola di San Giuseppe è fritta. Anzi, due volte fritta! Nostro malgrado e per buona pace di quelli che solo a sentir parlare di fritto o strutto vengono assaliti da improvvisi attacchi di panico, c’è anche la versione al forno.

Fritta o al forno è una delizia facile da fare anche in casa, per la sua preparazione ci vogliono pochi ingredienti: farina, zucchero, uova, burro, olio d’oliva, crema pasticcera, zucchero a velo e amarene sciroppate per la decorazione. Se vuoi cimentarti nella preparazione scopri la Ricetta delle Zeppole di San Giuseppe.

Zeppola di San Giuseppe

Come la maggioranza dei dolci napoletani la versione moderna di questi deliziosi dolci, sebbene non si possa affermare con sicurezza, proviene dalla laboriosità delle suore della chiesa di San Gregorio Armeno o delle suore della chiesa di Santa Patrizia e successivamente resa “laica” ad opera di Pasquale Pintauro, pilastro della pasticceria napoletana.

Al forno, meno caloriche o fritte, nell’imminenza del Santo, la zeppola a Napoli la si trova ovunque. Ma è ormai facile trovarla quasi tutto l’anno, specialmente nel formato “mignon”, se proprio dobbiamo farci male, meglio fritta che al forno.