A Napoli c’è un itinerario goloso che segue il dolce profumo di sfogliatelle, zeppole, struffoli, pastiere e tanta cioccolata, tra locali e laboratori dove antiche e segrete ricette dei conventi sono diventate un’arte, con soste in caffè storici per gustare il vero caffè.



La prima delizia che merita l’assaggio, sono gli struffoli, dolce tipico del periodo natalizio, il cui antico nome struggolos, (corpo tondeggiante) li fa risalire addirittura ai tempi della Palepoli greca. Già a quei tempi, infatti, veniva preparato un impasto di farina e acqua che poi, tagliato a pozzetti, era fritto nell’olio bollente e cosparso di miele fuso.

Ancor oggi gli struffoli si fanno cosi e vengono cosparsi di corallini dolci e frutta candita. La diffusione, nel succedersi dei secoli, sarebbe da attribuire ai conventi napoletani, poichè qui, le suore, preparavano questi dolcetti speciali per offrirli, a Natale, alle famiglie nobili che avevano fatto offerte di carità per il sostentamento delle strutture religiose e della vita di chi le abitava.

Dolci di Napoli - Gli Struffoli

Il tour tra i dolci partenopei continua con il golosissimo babà, che ha origini reali perche inventato nel XVIII secolo dal re polacco Stanislao I Leszczynski, celebre per il suo gusto gastronomico e diventato simbolo universale della pasticceria napoletana. Senza dimenticare la pastiera il dolce pasquale per eccellenza, anch’esso nato all’ombra dei chiostri, forse ad opera di una suora del convento di San Gregorio Armeno che mescolò ricotta, grano, uova, acqua di millefiori, cedro e erbe aromatiche venute dall’Asia, per dar vita alla succulenta pastiera.

Dolci di Napoli - La Sfogliatella

Ma a dividere Napoli è la scelta della famosa Sfogliatella nelle sue due possibili varianti, riccia e frolla. Due gusti, due scuole di pensiero e da tempo la scelta rimane ardua! Fu Pasquale Pintauro nel 1818, titolare di un’osteria in Via Toledo, a rivisitare la ricetta fino ad allora elabborata nello splendido convento di Santa Rosa a Conca dei Marini, sulla Costiera Amalfitana.

Più giovane, invece, è l’origine del Ministeriale (risale ai primi anni dell’Unità d’Italia), squisito medaglione di cioccolato fondente ripieno di crema, inventato da Francesco Scaturchio per rendere omaggio alla sciantosa Anna Fougez, detta l’Aristocratica.

La rievocazione non si può che concludere con la Zeppola di San Giuseppe, altra invenzione nata in un convento, quello di Santa Patrizia, la cui origine risalirebbe al XVI secolo quando in Europa arrivò lo zucchero, preparata sia fritta che al forno e farcita di crema e amarena, simbolo della festa di San Giuseppe il 19 marzo.

Zeppola di San Giuseppe

Fra pastiere, sfogliatelle e babà, trova il suo posto anche la cioccolata e i cioccolatini. Fra i marchi che hanno fatto la storia del cioccolato partenopeo c’è Gay Odin (Via Vetriera 12), qui si possono gustare la squisita foresta al latte, le ghiande con gianduia, le lacrime d’amore e i mitici nudi, immersi nel profumo intenso e penetrante del cacao, circondati da tante persone, turisti e che ogni giorno fanno qui una “dolce sosta”.

Dolci di Napoli - Gay Odin

E dopo tanti dolci non può mancare una sosta per bere un buon caffè, vero e proprio culto napoletano, a cui sono legati aneddoti, poesie partenopee. Tra i santuari della tazzulella sosta obbligata è il caffè Gambrinus (Via Chiaia, 1/2), nel suo inconfondibile stile liberty, mentre a Piazza Bellini c’è Intra Moenia, caffè letterario ed emeroteca.

Di seguito le migliori pasticcerie napoletane, consigliate da chi le ha testate

BELLAVIA – Via Onofrio Fragnito, 82 – Storica pasticceria napoletana dalle origini siciliane;
CARRATURO – Via Casanova 97 – le sfogliatelle, i babà, le meringhe, le pastiere e i roccocò di Carraturo sono leggendari;
F.LLI ATTANASIO – Vico Ferrovia, 1-4 – Uno dei punti di riferimento sia per le sfogliatelle che per i babà;
PINTAURO– Via Toledo 275 – Una delle più antiche di Napoli;
SCATURCHIO – Piazza S. Domenico Maggiore, 19 – Forse la pasticceria più rinomata di Napoli.