Dopo secoli di censure e alterne vicende, la riapertura del Gabinetto Segreto, nell’aprile del 2000, ha rivelato duecentocinquanta opere, tra sculture, affreschi, mosaici raffinati, bronzetti, lucerne e un vasto repertorio di oggetti d’uso comune.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è il custode di una delle più ricche collezioni al mondo di oggetti e immagini dipinte a tema esclusivamente erotico, provenienti proprio dalle antiche città della cinta vesuviana. Il Gabinetto si trova nel piano ammezzato del Museo, di cui occupa le sale 62 e 65.



Furono i Borboni, casata regnante al momento del ritrovamento dei resti di Pompei ed Ercolano, a creare queste sale e  disposero che “avessero unicamente ingresso le persone di matura età e di conosciuta morale”, al fine di salvaguardare la buona reputazione della casa reale.

Nel corso dei secoli la collezione è stata chiamata anche “Gabinetto degli oggetti riservati” o “osceni” o “pornografici”.

Gabinetto segreto, Pompei ed Ercolano a luci rosse

Il Gabinetto Segreto ospita reperti pompeiani con natura unicamente a sfondo erotico e sessuale: Pigmei intenti ad accoppiarsi su barchette sul Nilo, lunghi falli pendenti o eretti, un Ermafrodito in fuga da chissà chi, … questo potrebbe capitavi di vedere all’interno del Gabinetto Segreto. Pezzi d’epoca romana che abbellivano lupanari o stanze private, simboli di un mondo dove la sessualità veniva vissuta senza ipocrisie e falsi bigottismi.

La Pompei lasciva e scabrosa è tutta lì, nel “Gabinetto segreto” del MANN, soggetto negli anni a chiusure e riaperture. Forse l’ala più gettonata del museo, dove commenti imbarazzati si mischiano alle risate rumorose dei meno timidi.

Gabinetto Segreto, museo archeologico nazionale di Napoli

La collezione si divide in grandi aree tematiche: la pittura mitologica, la pittura dei lupanari, gli amuleti. Ci sono Pigmei sulle barchette del Nilo, lunghi falli pendenti, ermafroditi e ancora uomini e donne intenti ad amoreggiare. Ma il pezzo più famoso della raccolta, nonché simbolo non ufficiale del Gabinetto Segreto, è sicuramente il gruppo marmoreo Pan e capra.

La piccola scultura, rinvenuto nel 1752 nella Villa dei Papiri di Ercolano, raffigura il dio Pan in una posizione piuttosto esplicita, con una notevole resa di particolari che esalta la natura ibrida del dio.Pan ha fattezze umane solo nella parte superiore del corpo.

Curiosità

I genitali maschili erano utilizzati anche come amuleti personali, portati da uomini e donne come protettivi contro il malocchio e le malattie. Nel mondo romano il membro virile era considerato, infatti, simbolo di fecondità ed augurio di prosperità e gli si attribuiva il potere di allontare il male.

Museo archeologico di Napoli, Il Gabinetto Segreto: PAN

Fin da quando cominciarono gli scavi nelle città vesuviane, i diari dei lavori avevano registrato con imbarazzo il rinvenimento sempre più copioso di oggetti “osceni”, circostanza che indusse a destinare ad essi una sala “riservata”.

La collezione, infatti, ha una lunga storia di divieti e permessi, chiusure e aperture. Seguirne l’evoluzione significa un po’ seguire la storia del comune pudore.

Ci sono stati, per esempio, periodi in cui veniva chiuso alla vista del pubblico qualsiasi nudo (pare addirittura con finestre murate). In altri periodi, invece, la scelta di consentire o vietare l’accesso prese addirittura dei risvolti politici. Non è un caso che Garibaldi, appena arrivato a Napoli come neo-dittatore, impose l’esposizione di tutte le opere “per farle osservare giornalmente al pubblico”. Una scelta fatta chiaramente per sancire l’arrivo di una politica più liberale.

Informazioni pratiche

Collocazione: Sale 62 e 65 al piano ammezzato del museo. Sebbene non sussista più alcun tipo di censura, tuttavia i minori di 14 anni possono visitare la sezione unicamente se accompagnati da persona adulta.

Indirizzo: Piazza Museo, 19 – 80135 Napoli
Contatto: Tel. +39 081 442 2149 – Sito Web ufficiale: www.museoarcheologiconapoli.it/

Orari di apertura del Museo: feriali 9.00 – 19.30; festivi 9.00 – 19.30; chiuso il martedì: la biglietteria chiude alle ore 18.00
Come arrivare: Metropolitana fermata “Museo” della linea 1, fermata “Cavour” della linea 2.