Sulla punta estrema del molo San Vincenzo si erge un faro, conosciuto come la lanterna del Molo. E’ lui che per primo accoglie e saluta i naviganti all’ingresso del porto di Napoli, crocevia di culture e punto nevralgico di scambi commerciali.



Attraverso il suo porto la città di Napoli ha visto passare secoli di storia e personaggi illustri che ne hanno arricchito la storia. Scopri la Breve storia del porto di Napoli.

Molo San Vincenzo

Il molo San Vincenzo è un’antica e lunga passeggiata a mare di oltre due chilometri; per secoli è stato uno dei punti “nevralgici” della città. Qui aveva sede la Real Marina del Regno delle Due Sicilie, si varavano navi e si fondevano cannoni di armamento.

Porto di Napoli - San Vincenzo

Sul finire dell’Ottocento da quel molo partivano gli emigranti verso l’America in cerca di più felice destino.

La storia del molo San Vincenzo inizia nel lontano 1268 quando Carlo I d’Angiò fece costruire una torre militare sull’isolotto di fronte al Castel Nuovo.

Il nome è legato ad una una chiesetta, che qui sorgeva, di proprietà del monastero di San Vincenzo al Volturno di Isernia.

E’ solo nel 1596, quando il Viceré Conte di Olivares affidò a Domenico Fontana il progetto di ampliamento e sistemazione del porto di Napoli, che l’isolotto è unito con la terraferma.

Da quel momento iniziarono i lavori per allungare il molo, anche se a fasi alterne e con lunghe interruzioni.

L’antico progetto del Fontana sarà ripreso tra il 1826 ed il 1836 con Ferdinando II di Borbone. Fino alla seconda guerra mondiale ha difeso l’arsenale e l’antico bacino di carenaggio della Regia Marina.

Molo San Vincenzo Napoli

Oggi la prima parte, quella con le “palazzine rosse” che affacciano sulla Darsena Acton, è in uso alla Marina Militare. Il grosso della banchina, invece, è gestita dall’Autority portuale.

Il Molo San Vincenzo è percorso da due strade parallele. Una interna (lato molo Beverello) dotata di una lunga serie di arconi, l’altra esterna che affaccia sul mare aperto con una cortina muraria costituita da enormi blocchi lavorati in pietra lavica.

Delle vestigia storiche oggi rimane ben poco come il bacino di carenaggio borbonico, inaugurato nel 1852.

Di epoca più recente è l’eliporto, realizzato in seguito al terremoto del 1980 e mai entrato in funzione. Di fianco alla lanterna, all’estremità del molo, è stata eretta una statua di San Gennaro a protezione della città anche dal mare.

La Lanterna

La Lanterna del Molo ha svolto per secoli il compito per il quale è stata costruita, quattrocento anni prima, da re Ferrante d’Aragona: indicare la via ai naviganti ed accoglierli a Napoli.

Lanterna del Molo (Jacques Guiaud 1838) Veduta del porto di Napoli con il faro realizzata da Jacques Guiaud del 1838.

La storica lanterna partenopea, uno dei simboli della città aragonese, vicereale e borbonica, ha una storia che inizia nel XV secolo.

Per la sua prima costruzione, nel 1487, re Ferrante D’Aragona scelse la parte terminale del Braccio Alfonsino, il molo fatto realizzare come baluardo difensivo del Castel Nuovo.

E’ sopravvissuta a incendi, bombardamenti, rivoluzioni, dominazioni e tumulti ma non ai lavori di costruzione della nuova Stazione Marittima.

Il faro nella posizione attuale, sulla testata del molo San Vincenzo, è stata ricostruito nel 1950.

Molo San Vincenzo, Via Giardini Molosiglio, 80133 Napoli NA