La Campania è ritmata dai festeggiamenti dedicati al culto delle Sette Madonne Sorelle.

Tutti sappiamo che la Madonna è una, eppure nella nostra regione se ne festeggiano ben sette. Una forma di devozione popolare che affonda le sue radici in arcaici riti precristiani legati al culto della Madre Terra e volti a propiziare un buon raccolto.



“Beata quella bella Sant’Anna! Sette figlie, tutt’e sette Madonne!” Così recita un canto napoletano sulle sette Madonne sorelle, figlie di Sant’Anna e San Gioacchino.

Le Sette Madonne Sorelle della Campania

Ognuna delle sette Madonne ha una sua identità ed è venera in sette Santuari diversi nel giorno della festa dedicata alla Madonna che lì ospitata.

Per tradizione i devoti si recano in pellegrinaggio rispettando una cronologia ben precisa, ma con riti e preghiere differenti, in un arco di tempo che va da febbraio a settembre.

'A Juta a Montevergine, Processione

  1. La Madonna dell’Arco – lunedì dopo Pasqua (in Albis) – S.Anastasia (Napoli)
  2. La Madonna delle Galline – domenica dopo Pasqua – Pagani (Salerno)
  3. La Madonna Pacchiana di Castello – 3 maggio – Somma Vesuviana (Napoli)
  4. La Madonna dei Bagni – domenica dell’Ascensione – Scafati, (Salerno)
  5. La Madonna dell’Avvocata – lunedì dopo la Pentecoste – Maiori (Salerno)
  6. La Madonna di Materdomini – 4 agosto – Nocera Superiore (Salerno)
  7. La Madonna di Montevergine Avellino. E’ l’unica che viene festeggiata due volte, ad apertura e chiusura del ciclo, rispettivamente il 2 febbraio ed il 12 settembre.

Tutti questi santuari sono meta di migliaia di pellegrini i quali, dopo la celebrazione della messa, si accalcano sul sagrato delle chiese abbandonandosi alla Tammurriata, una forsennata musica popolare.

La più venerata è la Madonna di Montevergine. Una leggenda racconta che una delle sette sorelle aveva il volto nero e per questo considerata la più brutta. Per questa offesa la Madonna fugge ‘ngoppe a muntagna  Partenio dove ancora oggi viene venerata.

I riti che accompagnano il culto di Mamma Schiavona (“straniera”) hanno fatto breccia nel tempo anche tra i transessuali, con la celebre Juta dei femminielli che tutt’oggi avviene il 2 febbraio,