Il porto di Napoli è da sempre una delle porte d’ingresso della città partenopea. Una zona mista, in cui turisti, viaggiatori, lavoratori e merci si incrociano.

Fin dalla su fondazione nell’VIII Secolo a.C. ad opera dei Greci, il Porto di Napoli è uno dei principali punti di riferimento per l’economia della città e della regione.

Cenni storici

Fu l’avvento degli Angioini, nella seconda metà del 1.200, che il porto si ampliò, si arricchì di nuovi edifici parallelamente allo sviluppo della città. Sotto il regno di Carlo I d’Angiò Napoli era tra le città più grandi e popolose d’Europa.

Fu Carlo II d’Angiò ad operare un ampliamento del porto promuovendo la realizzazione, tra il 1302 ed il 1307, del molo Angioino (quello vicino Castel Nuovo). Nel 1487 Ferrante d’Aragona incaricò Luca Bengiamo di costruire un Faro denominato “Lanterna del Molo”.

Porto di Napoli - San Vincenzo

Sotto il Regno dei Borbone (XVIII secolo) il porto di Napoli si afferma come uno dei più attrezzati e forti a livello europeo. A Napoli attraccavano navi veneziane, genovesi, inglesi, turche, danesi ed altre. Anche la flotta militare mercantile, affidata all’intervento del ministro Acton, fu resa molto più potente.

Fu, difatti, sotto i Borboni che l’Arsenale divenne un grande cantiere navale. Proprio qui, nel 1818, venne varata la “Real Ferdiando I”, la prima nave a vapore del Mediterraneo. Nel 1836 Ferdinando II decretò l’allestimento di un porto militare e per proteggerlo meglio si realizzò il molo San Vincenzo.

Fu il governo del ventennio a volergli conferire l’importanza sempre crescente con la quale è giunto ad oggi. Il Fascismo volle creare, con lo sviluppo degl’impianti portuali partenopei, un ponte verso i paesi del Mediterraneo che nello stesso tempo costituisse volano economico per la città ed il suo entroterra.

Porto di Napoli - Stazione Marittima

Questo interesse si concretizzò, tra l’altro, nella progettazione e costruzione, nel 1936, della grande Stazione Marittima. Il progetto vincitore interpretò in pieno gli stilemi del Fascismo, conferendo all’edificio un aspetto di grandiosità ed efficienza. L’edificio venne edificato con vasto impiego di marmo travertino e numerosi bassorilievi che simboleggiavano i luoghi d’Oltremare.

Con la conclusione del dragaggio nel porto di Napoli, già dall’estate 2018, il capoluogo partenopeo ospita le grandi navi commerciali. E’ in corso anche il restauro dell’Immacolatella Vecchia, lo storico edificio borbonico ideato dal Vaccaro; si stanno definendo anche i progetti per la nuova stazione del Beverello.

Il porto di Napoli Oggi

Porto di Napoli

La maggior parte dei traffici marittimi sono concentrati nei due moli più importanti e centrali.

Il Molo Angioino, destinato all’approdo delle navi da crociera, con la famosa Stazione Marittima. Il Molo Beverello, qui attraccano gli aliscafi che collegano Napoli con le isole del Golfo (Capri, Ischia, Procida). Calata di Massa, da qui partono i traghetti e le navi veloci.

Il porto di Napoli è situato di fronte al centro cittadino, molti luoghi di interesse storico ed artistico sono dunque abbastanza vicini e raggiungibili a piedi.

Piazza Municipio, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito, la Galleria Umberto I e le vie dello shopping come Via Toledo e Via Chiaia. È inoltre assai vicina la fermata della Funicolare di Piazzetta Augusteo, che consente di arrivare in pochi minuti al Vomero.