Ultima Modifica il 14 Ottobre 2020

Era il 15 novembre 1890 quando, sotto la Galleria Umberto I di Napoli, fu inaugurato il Salone Margherita, uno dei primi cafè-chantant d’Italia e regno di lustrini e sciantose. Venne chiamato cosi in omaggio alla bellezza di Margherita di Savoia consorte di re Umberto I.



Una location ricca di storia

Nel locale, lussuosamente arredato con il palcoscenico a forma di conchiglia, ci si divertiva ad emulare i locali notturni parigini di fine Ottocento. I camerieri parlavano un francese maccheronico, con cartelloni scritti in francese così come i menù.

Non di rado anche le cantanti-ballerine napoletane francesizzavano i propri nomi come la famosa Ninì Tirabusciò, un nome ed un cognome certo più eleganti di Nina Cavatappi.

Fu proprio al Salone Margherita che le cosiddette sciantose, dal termine francese chanteuse (cantante), fecero il loro esordio.

Il pubblico era così variegato che comprendeva preti, persone che appartenevano alla criminalità organizzata, il Presidente del Consiglio Francesco Crispi e persino Matilde Serao, fondatrice del più importante quotidiano del Sud, “il Mattino”

Napoli Salone Margherita

Simbolo del divertimento e della vita spensierata il Salone Margherita ottenne in breve tempo un successo internazionale, grazie al coraggio dei fratelli Marino.

Gli intraprendenti imprenditori napoletani fecero sfilare sul loro palcoscenico le più celebri vedettes internazionali. Cantanti, comici, illusionisti, danzatrici, fini dicitori, ma anche acrobati, giocolieri, contorsionisti, cavallerizzi, persino donne barbute e incantatori di serpenti.

Solitamente gli spettacoli proposti erano presentati in successione, con un intervallo tra il primo e il secondo tempo.

Qui andarono in scena anche le macchiette. Spettacoli comici “satirico-sociali” che prendevano di mira, con caricature divertenti, qualsiasi personaggio capitasse loro a tiro; nobili o camorristi, il tutto accompagnati con ritornelli semplici e musiche bizzarre.

Dopo la prima guerra mondiale il Salone Margherita si trasformò in teatro di varietà e, dopo il secondo conflitto mondiale, in teatro di rivista. Negli anni ’70 divenne un luogo di perdizione con avanspettacoli e balletti.

Salone Margherita Napoli Dopo un lungo periodo di crisi, che lo portano alla chiusura nel 1982, il Salone Margherita è stato riportato allo splendore di circa un secolo fà e oggi come allora mira a divenire il salotto di Napoli.

Il Salone Margherita di Napoli oggi

Oggi il suo articolato foyer, dopo un restauro soft in chiave contemporanea, torna a splendere sotto il nome “Mammina – Pizzeria e Cucina Genuina”. Il gruppo guidato da Antonio Viola lascia intravedere progetti spettacolari.

Il Salone Margherita è predisposto su due piani con una parte esterna con vista sul Maschio Angioino e sul Golfo. Nel piano più basso, dove un tempo si trovava il foyer del Salone Margherita, c’è un palco dove rivivono gli spettacoli e varietà

La sua anima, infatti, rivive non solo nel bar del foyer ma soprattutto in occasione di ogni spettacolo, sfilate di moda, cene di gala, conventions, cene aziendali, … .

Indirizzo: Via S. Brigida, 65, 80132 Napoli.