Il 16 dicembre è il giorno del miracolo laico di San Gennaro. Anche in questa occasione, infatti, si scioglie il sangue del patrono di Napoli (Photo di copertina – Gaetano Palma).



La tradizione, a quanto pare, è nata il 16 dicembre del 1631 quando i napoletani chiesero a San Gennaro nu’ miracolo per scongiurare una violentissima eruzione del Vesuvio che minacciava di raggiungere la città. Il Santo patrono accontentò il popolo e fermò la lava, da quel giorno ogni anno si ripete la stessa tradizione.

San Gennaro, Ampolla del sangue

Una celebrazione intima ma aperta alla città che si svolge nella Cappella del Tesoro di San Gennaro, nel Duomo di Napoli di proprietà del popolo di Napoli; non a caso gli stemmi con i colori del Comune (giallo e rosso napoletano) sono raffigurati in ogni angolo della Cappella a rimarcare la titolarità laica di questo luogo di culto.

Da oltre quattro secoli la Deputazione, una antica istituzione laica, garantisce la protezione delle ampolle del sangue e delle sacre reliquie, provvedendo anche alla non facile amministrazione e alla tutela della Real Cappella dell’immenso Tesoro di San Gennaro. Dal 1811 la Deputazione è posta sotto la presidenza nominale del sindaco “pro tempore” della città partenopea e dal 1946 il Presidente della Repubblica è incaricato di approvare le nomine dei Deputati sulla base di candidati proposti dallo stesso ente.

L’appuntamento è Domenica 16 dicembre alle ore 10.00 nella Cappella del Tesoro di San Gennaro alla presenza dei membri della Deputazione.

Il Duomo, San Gennaro (Napoli)

Il 16 dicembre è solo una delle tre occasioni all’anno in cui si liquefa il sangue di San Gennaro custodito nell’ampolla in Duomo. Gli altri miracoli di San Gennaro sono quello ufficiale del 19 settembre e quello primaverile nel sabato che precede la prima domenica di maggio.

Cenni storici – L’accesso alla Cappella del Tesoro di S. Gennaro avviene dalla navata destra del Duomo di Napoli. La monumentale Cappella fu fatta erigere per un voto degli Eletti della città al loro patrono perché mettesse fine a una terribile pestilenza scoppiata nel 1527. Destinata ad ospitare le reliquie del sangue del Santo, la costruzione fu avviata solo nel 1608, su progetto dell’architetto teatino Francesco Grimaldi, secondo una pianta a croce greca con quattro bracci di dimensione ridotta e cupola a doppia calotta.