Ultima Modifica il 14 Gennaio 2023

Il 16 dicembre di ogni anno si rinnova l’appuntamento con il miracolo laico di San Gennaro. Il prodigio è in memoria dello scampato pericolo di Napoli dalla disastrosa eruzione del Vesuvio del 16 dicembre 1631. Photo in evidenza – Gaetano Palma.



La celebrazione del Miracolo di Dicembre è intima. Viene chiamato il miracolo laico, perché viene gestito direttamente dalla deputazione di San Gennaro l’istituzione laica nata il 13 gennaio 1527 per un voto della città al patrono di Napoli e della Campania. Le celebrazioni solitamente avvengono nella Cappella del Tesoro di San Gennaro e non sull’altare del Duomo.

Il miracolo di San Gennaro si rinnova tre volte l’anno, per la maggior gloria della città di Napoli e la maggior confusione degli atei. Le ricorrenze sono il 19 settembre, per la solennità liturgica del santo; il sabato che precede la prima domenica di maggio, in occasione della cerimonia che ricorda la prima traslazione delle reliquie; il 16 dicembre, per l’anniversario dell’eruzione del 1631, bloccata dopo le preghiere al patrono.

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Miracolo laico del 16 dicembre, la storia

La tradizione è nata il 16 dicembre del 1631 quando i napoletani chiesero a San Gennaro nu’ miracolo per scongiurare una violentissima eruzione del Vesuvio che minacciava di raggiungere la città.

L’eruzione del 1631 è durata solo tre giorni ma è stata la più violenta e distruttiva della storia del Vesuvio. I flussi di lava distrussero quasi totalmente le città di Portici, Resina (l’antica Ercolano), Torre del Greco, Torre Annunziata, Pietrarsa. Gravissimi danni subirono Ottaviano e la vicina Somma Vesuviana. L’eruzione provocò inoltre la parziale distruzione del cono vesuviano, con il conseguente abbassamento del vulcano di oltre 450 metri.

Miracolo Laico di San Gennaro, edizione del Vesuvio 1631 Eruzione del Vesuvio del 1631, dipinto di Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro. Museo di San Martino, Napoli.

Il dipinto raffigura la processione che si svolse a Napoli, con le reliquie di San Gennaro chiamato a intercedere per salvare la città. Era guidata dal cardinale Boncompagni e dal conte di Monterrey, viceré di Napoli.

Per placare la collera divina furono organizzate straordinarie confessioni pubbliche accompagnate da manifestazioni di penitenza. I cittadini invocarono l’aiuto di San Gennaro, portando in processione le ampolle con le reliquie del Santo fino al ponte della Maddalena.

Il Santo patrono accontentò il popolo e inspiegabilmente il fiume di lava arrestò il suo corso. Da allora, la data del 16 dicembre è simbolo di buon auspicio, con il quale San Gennaro protegge la città da calamità ed eventi funesti.

La Deputazione di San Gennaro

Da oltre quattro secoli la Deputazione di San Gennaro, una antica istituzione laica fondata nel 1527, garantisce la protezione delle ampolle del sangue e delle sacre reliquie, provvedendo anche alla non facile amministrazione e alla tutela della Real Cappella dell’immenso Tesoro di San Gennaro.

Dal 1811 la Deputazione è posta sotto la presidenza nominale del sindaco “pro tempore” della città partenopea. Dal 1946 il Presidente della Repubblica è incaricato di approvare le nomine dei Deputati sulla base di candidati proposti dallo stesso ente.

Il Duomo, San Gennaro (Napoli)

L’accesso alla Cappella del Tesoro di S. Gennaro avviene dalla navata destra del Duomo di Napoli. La monumentale Cappella a lui dedicata, venne eretta per custodirne le reliquie ed i doni, in cambio della protezione contro flagelli, pesti e guerre.

La costruzione venne avviata solo nel 1608, su progetto dell’architetto teatino Francesco Grimaldi. La Cappella ha una pianta a croce greca con quattro bracci di dimensione ridotta e cupola a doppia calotta.