Il Museo del tesoro di San Gennaro a Napoli, con una propria entrata indipendente, è attiguo alla Basilica del Duomo di Napoli e alla Real Cappella del Tesoro. E’ stato inaugurato nel Dicembre 2003 grazie ad un progetto finanziato in parte con fondi privati, europei e delle istituzioni locali, e su proposta della Deputazione della Reale Cappella del Tesoro, istituzione che affonda le sue radici addirittura nel 1601.

Visitare il Museo del tesoro è quasi è una tappa obbligata nel panorama turistico partenopeo; data la sua vastità, il Museo ha carattere permanente, proponendo ogni anno un tema diverso.

Il legame che Napoli e i napoletani con San Gennaro va ben oltre la semplice devozione per il Santo Patrono. E’ un sentimento viscerale e condiviso, che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni.  Il Museo del Tesoro di San Gennaro è la più immediata e importante prova di questo amore per “Faccia Gialla”, il nome con cui i partenopei chiamano il Santo dovuto alla sua statua più famosa in argento dorato.

La gente comune ha sempre pregato e offerto ceri, suppliche e parole, invece re, nobili e principi in sette secoli hanno pensato bene d’ingraziarsi il miracoloso protettore con doni straordinari, ovvero ori, gemme, opere d’arte di qualità eccezionale.

Tesoro di San Gennaro

E San Gennaro, il martire decapitato a Pozzuoli nel IV secolo è finito per diventare, un po’ per fede e tanto per regale convenienza, il santo più ricco del mondo, depositario di un patrimonio superiore anche al tesoro della Corona d’Inghilterra e a quello dello Zar di Russia. Lo stesso Napoleone, che ovunque depredò, quando approdò a Napoli non solo non prelevò nulla, ma unico caso nella storia, ha addirittura donato una croce di diamanti e smeraldi di rara bellezza e un ostensorio in oro e argento con pietre preziose.

La grazia più significativa che è stata chiesta a San Gennaro, è stata la protezione dall’impetuosa eruzione del Vesuvio: da quel momento in poi il santo è divenuto parte integrante della città e della vita dei napoletani.

I gioielli del Tesoro di San Gennaro sono delle opere di inestimabile valore artistico ed economico realizzati dagli esperti orafi della Scuola Napoletana e comprendono, tra i pezzi più celebri:

  • la Collana di San Gennaro, risalente al 1679, composta da tredici grosse maglie in oro massiccio alle quali sono appese croci tempestate di zaffiri e smeraldi,
  • la Mitra d’argento dorato, risalente al 1713, con oltre 3694 rubini, smeraldi e brillanti,
  • il Manto di San Gennaro, coperto di pietre preziose e di smalti raffiguranti le insegne araldiche del casato,
  • il Calice d’oro tempestato di rubini, smeraldi e brillanti, risalente al 1761.

E questi sono solo alcuni degli straordinari gioielli, veri  capolavori donati al Santo Patrono di Napoli: a completamento del Tesoro ci sono anche i famosi argenti testimonianza di una lunga tradizione che dura da 7 secoli.  Questi splendidi oggetti, attualmente custoditi e preservati, un tempo erano utilizzati quotidianamente in chiesa durante la celebrazione della messa.

Del percorso museale fanno parte anche le tre sacrestie secentesche della Real Cappella del Tesoro appena restaurate, con dipinti di Massimo Stanzione, Luca Giordano, Farelli e Falcone.

Informazioni sul Museo del Tesoro di San Gennaro

Dove: via Duomo 149, accanto all’ingresso della cattedrale.
Orari di apertura: dalle 9,00 alle 17,00 – festivi 9,00 18,30
Prezzo biglietti: 10,00 euro – ridotto a 6,00 euro fino a maggio 2017
Sito ufficiale del Museo del Tesoro di San Gennaro: http://www.museosangennaro.it

Come arrivare:

  • Metropolitana linea 1, scendere alla fermata Università e percorrere un breve tratto a piedi.
  • Metropolitana linea 2, scendere alla fermata Cavour e percorrere un breve tratto a piedi.
  • Se, invece, si arriva con la macchina, è bene sapere che il parcheggio in questa zona è difficile da trovare, anche se nei dintorni ci sono dei garage a pagamento.