L’Acquedotto Carolino, o di Vanvitelli, è una grande opera tra i più interessanti e ricchi della Campania, ma anche uno dei più sconosciuti. Un progetto di Luigi Vanvitelli su commissione del re Carlo di Borbone, da cui il nomignolo “Carolino”.



Percorrendo la statale che attraversa Valle di Maddaloni è impossibile non notare una delle tante sezioni del lungo Acquedotto Carolino firmato Vanvitelli. Si tratta dei Ponti della Valle, un ponte costituito da una serie infinita di archi che ricorda un antico acquedotto romano.

Acquedotto Carolino, Valle Maddaloni

Nato per alimentare il complesso di San Leucio e a garantire risorse idriche della Reggia di Caserta, l’acquedotto fu l’orgoglio edilizio del Vanvitelli e delle maestranze che avevano preso parte alla realizzazione del progetto, e fu realizzata in 17 anni di duri lavori (1753-1770), attraverso il supporto dei più stimati studiosi e matematici del regno di Napoli.

Acquedotto Carolino Gouache

Gouache su carta del 1860 circa. Autore anonimo.

Il tracciato, nasce sul Monte Taburno, in particolare dalle sorgenti del Fizzo nel comune di Bucciano (BN), trasportando l’acqua lungo un tracciato che si snoda, per lo più interrato, per una lunghezza di 38 chilometri. Lungo tutto il suo percorso prendono vita piccole fabbriche e mulini.

Il tratto che serve la Reggia di Caserta parte da una grotta artificiale, posta a conclusione del grande Parco Vanvitelliano, una diramazione conduce all’edificio Belvedere, la celebre filanda voluta da Ferdinando IV, e alla fattoria modello di Carditello. Ancora oggi l’Acquedotto Carolino alimenta le fontane e le vasche della Reggia di Caserta.

Un ponte dai numeri impressionanti

Il vero ingegno dell’architetto fu quello di superare l’antica grandiosità romana con I ponti delle valli, ossia un ponte lungo più di 500 metri che attraversa la valle di Maddaloni per collegare il monte Longano (ad est) con il monte Garzano (ad ovest). La struttura in tufo, si regge su tre ordini di arcate, alta 55,80 metri, lunga 529 metri, poggia su 44 piloni ed è stata costruita sul modello degli acquedotti romani. Al momento della costruzione fu il ponte più lungo d’Europa.

Acquedotto Carolino di Notte

@Mario Ferrara

Il ponte della Valle Maddaloni è solo uno dei tre ponti progettati per collegare le valli di Moiano, Durazzano e Maddaloni e consentire il trasporto delle acque.

Per valorizzare questa imponente struttura, che con la Reggia è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco (assieme all’intero acquedotto Carolino, alla Reggia di Caserta e al complesso di San Leucio), è stato ora realizzato un nuovo impianto di illuminazione architettonica a luce Led.