Il Vesuvio simbolo di Napoli, ispirazione di artisti, poeti e cantanti è un vulcano esplosivo attivo (in stato di quiescenza) situato nello splendido Golfo di Napoli. Una celebre immagine da cartolina ripresa dalla collina di Posillipo lo ha fatto entrare di diritto nell’immaginario collettivo della città di Napoli.

Questo grande vulcano, da sempre tra le mete preferite del turismo italiano e straniero, tocca i 1.281 metri mentre il cratere ha un diametro di quasi 500 metri e una profondità di 230 metri dal punto più basso dell’orlo.

Negli ultimi duemila anni il Vesuvio è stato attivo dal 79 al 1139 e dal 1631 al 1944.

L’eruzione del 79 d.C. è forse la più nota eruzione vulcanica della storia. Era la mattina del 24 di agosto dell’anno 79 quando le cittadine poste alle falde del Vesuvio (Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia) vennero seppellite interamente sotto una coltre di detriti vulcanici. Questa eruzione ci è stata descritta da Plinio il Giovane in due famose lettere a Tacito.

L’eruzione del 1631, dopo un lungo periodo di quiescenza, circa 5 secoli è stata la più violenta e distruttiva della storia del Vesuvio nell’ultimo millennio. Vi furono per le strade di Napoli confessioni pubbliche di peccati, accompagnate da straordinarie manifestazioni di penitenza, e furono organizzate processioni con la statua e il sangue di S. Gennaro, affinché il patrono placasse quella collera divina.

Il 18 marzo del 1944, durante l’occupazione delle truppe alleate, iniziò l’ultima eruzione del Vesuvio, una colata lavica provocò la distruzione parziale di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma.

Il Vesuvio è tra i vulcani più studiati già nel 1841 per volere di Ferdinando II di Borbone, fu inaugurato l’Osservatorio Vesuviano, costruito sul Colle Umberto a 609 metri di quota, oggi l’elegante sede ottocentesca ospita un museo dove si possono osservare lave, “bombe” vulcaniche e una collezione di sismografi del primo novecento.

Attorno al vulcano si sviluppa il Parco nazionale del Vesuvio. Nato nel 1995 è il luogo ideale per escursioni naturalistiche lungo ben nove sentieri disponibili; il Parco Nazionale comprende tutta l’area del vulcano e i siti archeologici di Pompei Ercolano, Oplontis e il Miglio d’Oro.

Come arrivare al Vesuvio in auto

  • Autostrada A3 Napoli – Salerno fino alle uscite Ercolano o Torre del Greco
  • Da Ercolano inizia la strada più comoda per salire all’Osservatorio e al Vesuvio (quota 1000)

Mezzi pubblici

  • prendere la Ferrovia Circumvesuviana e raggiungere la stazione Ercolano-Scavi
  • Nel piazzale esterno della suddetta stazione funziona un servizio di autobus di linea, gestito dalla Vesuviana Mobilità, e di taxi collettivi che in poco più di mezz’ora conducono al Vesuvio (quota 1000)

Una volta raggiunta l’area parcheggio di quota 1000, bisogna continuare a piedi servendosi di un sentiero che in 15-20 minuti circa porta sul bordo del cratere.

Sito Web: http://www.parconazionaledelvesuvio.it