Dal caos della città alla pace dei magnifici saloni della Biblioteca Nazionale di Napoli, intitolata a “Vittorio Emanuele III”,

La Biblioteca di Napoli, la terza d’Italia per numero di libri custoditi, è un’ottima meta per i turisti ma anche per i napoletani che non ci hanno ancora messo piede.

 

Storia della Biblioteca Nazionale di Napoli

La Reale Biblioteca di Napoli nasce il 13 gennaio 1804 Ferdinando IV di Borbone nel Palazzo degli studi, oggi sede del Museo Archeologico, realizzando così il sogno illuminato del padre, Carlo III di Borbone. All’indomani della conquista del Regno il Re Carlo portò con sé la biblioteca romana del cardinale Alessandro Farnese (il fondo Farnesiano).

Biblioteca Nazionale Vittorio-Emanuele III Salone di lettura

L’odierna Sala di Lettura, oggi allestita con armadi in noce ed oro, era il grande Salone da ballo dei Borboni.

Nel 1816 prese il nome di Reale Biblioteca Borbonica e poi, nel 1860, con l’Unità d’Italia, Biblioteca Nazionale. La dedica al re Vittorio Emanuele III arrivò solo nel 1927 a seguito di un lungo e tortuoso dibattito pilotato da Benedetto Croce.

La Biblioteca e Palazzo Reale di Napoli

Nel 1922 la sede, su suggerimento di Benedetto Croce, fu spostata in quella attuale nel Palazzo Reale di Napoli, nelle sale che ospitavano gli appartamenti privati dei sovrani e le fastose Sale delle Feste.Trattandosi di spazi ricavati dal Palazzo Reale, gli affreschi e gli arredi sono veramente magnifici. Davvero un gioiello.

Si accede alla Biblioteca dal giardino ottocentesco, realizzato dal botanico Federico Dehnhardt nell’area del Maneggio del Palazzo Reale. Qui c’è un ingresso decorato a finto che dà l’accesso al monumentale Scalone marmoreo a doppia rampa. L’antico Scalone delle feste, fiancheggiato da una balaustra a motivi di lance incrociate a una rosetta.

Palazzo Reale sede della Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele IIIL’integrità e la salvaguardia delle sue preziose raccolte fu messa in pericolo durante la seconda guerra mondiale. La biblioteca poté riaprire al pubblico solo nel 1945 grazie alle energiche iniziative di tutela e di salvaguardia intraprese dalla allora direttrice Guerriera Guerrieri. Da quel momento in poi arricchì sempre di più la sua fama grazie anche alla costante attenzione ed all’autorità di Benedetto Croce.

Le collezioni della Biblioteca di Napoli

Nel tempo al nucleo originale si aggiunsero alcuni prestigiosi fondi, provenienti dalla soppressione degli ordini religiosi e dall’acquisizione di biblioteche di privati. Vennero acquisiti  anche importanti doni e lasciti come il legato Ranieri e la biblioteca teatrale del conte Lucchesi Palli; senza dimenticare il corpus degli autografi di Giacomo Leopardi e l’Officina dei papiri Ercolanesi.

Con il trasferimento avvenuto negli anni Venti in un’ala del Palazzo Reale furono annesse la Biblioteca del Museo di San Martino, la Brancacciana, la Provinciale, la San Giacomo e i preziosissimi manoscritti chiamati “ex viennesi”.

Biblioteca Nazionale di Napoli

La Biblioteca Nazionale è accessibile a tutti previa la presentazione di un documento d’identità e purché si rimanga in ossequioso silenzio!

Indirizzo: Piazza del Plebiscito, 1 – 80132 Napoli
Orario valido tutto l’anno: Lunedi-venerdi: ore 8.30-19.30 – Sabato: ore 8.30-13.30
Sito web: http://www.bnnonline.it