Se state pianificando un viaggio a Napoli, lasciate che vi sveli uno dei segreti meglio custoditi della città: il complesso monumentale dei Girolamini. Questo straordinario esempio di architettura barocca, soprannominato "la Domus Aurea" per le sue magnifiche decorazioni dorate, è una di quelle perle che rendono Napoli unica al mondo.
La Storia dei Girolamini
La storia dei Girolamini inizia nel 1586, quando i padri oratoriani di San Filippo Neri arrivarono a Napoli e acquisirono diversi palazzi di fronte al Duomo. Il nome particolare deriva da una curiosa "storpiatura" napoletana: i seguaci di San Filippo si riunivano originariamente presso la chiesa di San Girolamo della Carità a Roma, da cui presero il soprannome di "Girolamini".
La costruzione della chiesa attuale iniziò nel 1590 su progetto dell'architetto fiorentino Giovan Antonio Dosio, ispirato alla chiesa di San Giovanni dei Fiorentini di Roma. Dopo la morte del Dosio, i lavori furono continuati da Dionisio Nencioni di Bartolomeo fino al completamento nel 1619. La magnifica facciata in marmi pregiati che oggi ammiriamo fu invece ridisegnata nel 1780 dall'architetto Ferdinando Fuga, lo stesso genio che lavorò al Real Albergo dei Poveri e ad altri grandi progetti borbonici.

Il complesso si estende per circa 12.000 metri quadrati su sette livelli, rendendolo uno dei più vasti centri monastici della città. Riconosciuto come monumento nazionale dal 1866, l'intero complesso è stato trasformato in museo nel 2010, permettendoci di ammirare oggi questo capolavoro in tutto il suo splendore.

Come Visitare i Girolamini
Dal marzo 2024, potete visitare questo gioiello completamente gratis. Il complesso è aperto dal martedì alla domenica, con orari che variano: durante la settimana dalle 9.00 alle 17.30, mentre nel weekend dalle 8.30 alle 13.30. Vi consiglio di arrivare con un po' di anticipo rispetto all'orario di chiusura per godervi la visita senza fretta.
L'ingresso si trova in via Duomo al civico 142, non lasciatevi ingannare dalla facciata principale che vedrete su via dei Tribunali. Entrerete attraverso un affascinante chiostro dove un tempo sorgeva il palazzo rinascimentale Seripando.
Il vasto complesso monumentale dei Girolamini ospita una Chiesa in stile barocco con due chiostri monumentali, uno noto come dell’Aranceto, l’altro del Maiolicato. Una prestigiosa quadreria dove sono esposte numerose opere di artisti di scuola napoletana e di tanti importanti pittori operanti in città. Una ricca biblioteca (la più antica di Napoli) dove vengono conservati importanti e rari manoscritti.
Cosa Vedere
La Chiesa dei Girolamini
Con i suoi 68 metri di lunghezza e 28 di larghezza, questa è una delle chiese più grandi di Napoli. La facciata ridisegnata da Ferdinando Fuga è dominata da due campanili gemelli con orologi particolari: uno solare e uno che segna le sei ore, sormontati dalle statue di Pietro e Paolo scolpite tra il 1776 e il 1792. Sopra il portale centrale noterete un gruppo scultoreo raffigurante le tavole dei comandamenti con testi in ebraico, attribuito a Giuseppe Sanmartino, lo stesso artista del celebre Cristo Velato.

All'interno vi aspetta una pianta basilicale a croce latina con tre navate, separate da dodici imponenti colonne di granito provenienti dall'isola del Giglio. Il magnifico soffitto a cassettoni, realizzato tra il 1624 e il 1626, fu purtroppo danneggiato durante i bombardamenti del 1943 ma è stato restaurato. La cupola, capolavoro di Dionisio Lazzari del XVII secolo, contribuisce alla maestosità dell'insieme.
Le dodici cappelle laterali custodiscono opere di artisti delle scuole toscana, romana ed emiliana. Nella controfacciata potrete ammirare "La Cacciata dei mercanti dal Tempio", un capolavoro di Luca Giordano. Durante il Seicento e Settecento, la chiesa si arricchì di numerose opere di grandi maestri come Guido Reni, Pietro da Cortona, Francesco Solimena e Pietro Bernini (padre del più celebre Gian Lorenzo).
I Chiostri
Il chiostro degli aranci è una vera oasi di pace nel cuore della città. Realizzato nel Seicento su progetto di Dionisio Nencioni di Bartolomeo e Dionisio Lazzari, presenta un design scenografico con le aiuole di agrumi posizionate a un livello inferiore rispetto al porticato, raggiungibili tramite due scale.

Il chiostro maiolicato, più piccolo e intimo, fu adattato dal Dosio dal cortile dell'originario Palazzo Seripando. Con la sua pianta quadrata sostenuta da cinque colonne per lato e pilastri in piperno, vi stupirà con le caratteristiche piastrelle bianche e blu recuperate dall'edificio precedente. Al centro si trova un magnifico pozzo cinquecentesco, che un tempo era alimentato dalle acque della Bolla.
Quadreria e Biblioteca
Questo piccolo museo ospita una collezione straordinaria di opere della scuola napoletana: Massimo Stanzione, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Francesco Solimena, insieme a capolavori di Guido Reni, Ribera e altri grandi maestri.

Aperta al pubblico fin dal 1586, questa è la seconda biblioteca pubblica più antica d'Italia dopo la Malatestiana di Cesena. Situata in quattro magnifiche sale settecentesche progettate da Arcangelo Guglielmelli e impreziosite dagli affreschi di Pietro Bardellino, custodisce un patrimonio straordinario di circa 159.700 volumi.
Tra questi tesori spiccano 94 incunaboli (libri stampati prima del 1500), oltre 5.000 edizioni cinquecentine e circa 6.500 manoscritti musicali dal XVI al XIX secolo. Particolarmente preziosa è la collezione privata del giurista Giuseppe Valletta, acquisita nel 1726, con circa 18.000 volumi tra cui rare edizioni di classici greci e latini. Tra questi scaffali hanno studiato personalità del calibro di Giambattista Vico e Benedetto Croce.
La biblioteca rappresenta un capitolo importante della vita culturale napoletana, sebbene nel 2012 sia stata purtroppo vittima di un grave furto che ha portato alla perdita di molti volumi preziosi. Da allora sono stati avviati importanti progetti di recupero e catalogazione digitale.
Scopri di più La quadreria dei Girolamini riapre al pubblico.
Curiosità
Cinema e Leggenda: Riconoscete questa chiesa? È stata utilizzata al posto della Cattedrale di Napoli nel film "Operazione San Gennaro" di Dino Risi (1966), dove Nino Manfredi e la sua banda tentano il furto del tesoro di San Gennaro. Un'occasione d'oro per l'arte di farsi cinema!
I Sotterranei Misteriosi: Sotto l'altare maggiore si nasconde un luogo dove religione e superstizione si sono intrecciate per secoli. Le sale sotterranee, composte da due stanze, ospitavano la sepoltura dei padri oratoriani e centinaia di ossa oggetto di culto popolare, con un affresco di San Filippo e un altarino in marmo. Come nel Cimitero delle Fontanelle i fedeli lasciavano bigliettini con richieste ai teschi. La leggenda narra che qui si trovasse un altro laboratorio di studi di Raimondo di Sangro, il misterioso principe di Sansevero.
Complesso monumentale dei Girolamini - Informazioni Pratiche
Indirizzo: Via Duomo, 142 - 80138 Napoli
Orari:
- Martedì-Venerdì: 9.00-17.30 (ultimo ingresso 16.45)
- Sabato-Domenica: 8.30-13.30 (ultimo ingresso 12.45)
- Lunedì: chiuso
Ingresso: Gratuito
Come Arrivare: Il complesso si trova a pochi passi dal Duomo di Napoli, facilmente raggiungibile a piedi dal centro storico lungo via Duomo, una delle vie più antiche e ricche di storia della città.
Note pratiche: L'ingresso è gratuito ma si consiglia di prenotare attraverso il portale museiitaliani.it generando un biglietto digitale. Attualmente la chiesa è visitabile, mentre i chiostri e parte della biblioteca sono ancora oggetto di restauri e riaperture progressive. Verificate sempre la disponibilità prima della visita.



0 Comments