Al di sotto del trecentesco Chiostro maiolicato di Santa Chiara si cela un complesso termale di epoca romana risalente a circa 2000 anni fa. L’edificio era su più livelli ed era alimentato artificialmente dall’acquedotto del Serino. (Foto credit @Complesso Monumentale di Santa Chiara).



Un sito archeologico rinvenuto in seguito ad un evento disastroso. Era il 4 agosto 1943 quando un bombardamento degli alleati distrugge quasi del tutto la Chiesa di Santa Chiara. Il complesso termale di Neapolis viene riportato alla luce negli anni 50 durante i lavori di ricostruzione. Non tutta la struttura è stata scavata.

Il Complesso monumentale di Santa Chiara vanta sette secoli di storia e le maioliche del suo chiostro vengono ammirate da visitatori che giungono da tutto il mondo.

Complesso Termale di Napolis

Il complesso termale dell’antica Neapolis sorgeva al di fuori della cinta muraria della città greco-romana, in quello che doveva essere un quartiere residenziale con edifici pubblici. Si pensa sia stato operativo tra il I e il IV secolo dopo Cristo.

Complesso Termale di Santa Chiara

L’edificio termale, visitabile attraverso un camminamento sopraelevato, comprende: un Laconicum, spazio utilizzato per i bagni di aria calda, ai cui lati erano posti due Tepidaria, vani utilizzati per bagni di media temperatura; un Frigidarium, per bagni a basse temperature, e gli spogliatoi, Apodyterium. Infine vi è anche un’ampia piscina coperta rettangolare (Natatio).

All’esterno della prima sala si è rinvenuto un piccolo forno circolare colmo di ceneri, probabilmente parte del sistema di riscaldamento.

Il complesso sistema di canalizzazione per l’ingresso, la distribuzione dell’acqua ma anche per il suo smaltimento, mostra la speciale abilità degli ingegneri romani.

Le terme romane di Neapolis erano alimentato dall’Acquedotto del Serino, le tracce sono sono visibili tutt’oggi nella parte di muro in opus reticulatum.

fistula aquaria, Complesso Termale Santa Chiara

Straordinario è stato il rinvenimento di due frammenti di fistula aquaria, il tubo di piombo attraverso cui l’acqua pubblica entrava negli edifici comuni o nelle case private.

Sul piombo di uno dei due frammenti si può leggere in rilievo “Caecine Albini”, nome del concessionario dell’approvvigionamento dell’acqua cittadina.

I vari e importanti reperti che sono venuti alla luce durante gli scavi sono esposti nella prima Sala del Museo dell’Opera.

Museo dell’Opera di Santa Chiara – Via S. Chiara 49\C, 80134 Napoli

Il museo può essere visitato: nei giorni feriali dalle 9:30/17:30, nei giorni festivi 10:00/14:30;
Costo della visita: Intero € 6,00, Ridotto € 4,50;
Per maggiori informazioni: Tel. +39 081 5516673 / Sito Web ufficiale: https://www.monasterodisantachiara.it.