Nel cuore di Napoli, presso via Giuseppina Guacci Nobile (vicino Piazza Nicola Amore), sorge, nel suo marmoreo candore, la fontana della Spinacorona, nominata dal popolo semplicemente come la fontana delle Zizze e la si nota passeggiando per il Corso Umberto, prima dell’Università Federico II.

A Napoli il significato della parola “zizze” non è solo di una parte anatomica femminile, bensì ha anche un significato bene augurante: abbondanza, prosperità, benessere, felicità, salute.

Posta a ridosso della Chiesa di Santa Caterina della Spina Corona, da cui ha ereditato il nome, la fontana della Spinacorona rappresenta oggi uno dei pochi esempi rimasti a Napoli, del passaggio dal gusto medievale a quello barocco.

Di stile barocco, rappresenta la sirena alata Parthenope in procinto di spegnere le fiamme del vulcano Vesuvio (non più integro) con l’acqua che le sgorga dai seni (le “zizze” in napoletano). Sembrerebbe, infatti, che il popolo partenopeo, invocasse spesso la dea Sirena per placare l’ira funesta del Vesuvio che in quegli anni era particolarmente attivo.

La Fontana delle Zizze

La stessa epigrafe che un tempo accompagnava la fontana, “Dum Vesuvii Syrena Incendia Mulcet” (la bellezza della Sirena spegne le fiamme del Vesuvio), testimonia di come la bellezza di Napoli fosse posta sotto la protezione lenitrice delle generose forme di Parthenope.

Della Fontana non si conosce la data precisa di realizzazione e l’attribuzione a Giovanni da Nola è ancora dubbia. Si sa però che nel 1540 fu restaurata da don Petro de Toledo che gli fece apporre lo stemma di Carlo V; quello a scacchi del vicerè nonché quello rosso e dorato della Città.

Dopo essere stata abbandonata per secoli al degrado, la scultura venne rimossa e restaurata nei primi anni del ‘900 e conservata nel Museo di San Martino ed al posto dell’originale è stata collocata una copia, perfettamente riprodotta da Achille Orsi.

La chiesa di Santa Caterina della Spina Corona, fondata nel 1354 dai nobili del Seggio del Nilo, venne dedicata a Santa Caterina e detta della Spina Corona perché si crede che custodisse, fin dai tempi degli Angioini, una spina della Corona di Cristo. La chiesa è chiamata anche dei Trinettari  poiché in quella strada vi erano mercanti di nastri (trine).

Secondo le intenzioni dell’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, il complesso, che in origine era una sinagoga, ritornerà a breve alla comunità ebraica.

Fontana della Spinacorona

Indirizzo: Via Giuseppina Guacci Nobile, 80138 Napoli, Italia