Percorrendo la Costiera Amalfitana ci si imbatte in Furore, una cittadina che si lascia scoprire solo dai visitatori che sanno e vogliono cercarla.



Questo angolo di paradiso fra Positano e Amalfi, conosciuto come il paese che non c’è, è lacerato in due, da un lato c’è la sua marina, ovvero il Fiordo, dall’altro il paese praticamente invisibile agli occhi di chi viaggia lungo l’amalfitana.

Più che un borgo vero e proprio, è un agglomerato di abitazioni sparse, in cui ci si può incamminare tra i sentieri e i vicoletti avidamente strappati alla roccia per ammirare giardini colorati e vigne, pergolati e terrazze a strapiombo sul mare, chiese, campanili e cupole arabeggianti. Le cupole colorate delle tre chiese, San Michele, Sant’Elia e San Giacomo, contribuiscono a identificare il paesaggio tipico della costiera amalfitana.

Fondato dai Romani, il borgo di Furore è stato, per la sua particolare conformazione fisico-geografica, una roccaforte inattaccabile anche al tempo delle incursioni saracene.

Furore Chiesa di San Giacomo

Il borgo è famoso il Fiordo di Furore, un’insenatura naturale molto suggestiva visibile dal celebre ponte sospeso, alto circa 30 metri, della statale Amalfitana da cui arditi tuffatori, provenienti da tutto il mondo, compiono salti da cardiopalma.

Ogni anno a Furore si svolge il Campionato mondiale di tuffi da grandi altezze, il Marmeeting. L’edizione 2018 è prevista per Settembre.

Il Fiordo di Furore nasce dal lavoro incessante del torrente Schiato, che dall’altopiano di Agerola corre lungo la montagna fino a tuffarsi in mare. Probabilmente è stato proprio il rumore del mare in tempesta, che si incunea nella spaccatura rocciosa, a dare il nome di Terra Furoris a questa località.

Fiordo di Furore

A ridosso della deliziosa spiaggetta (è larga solo 25 metri), anticamente usata come approdo commerciale, si scopre un piccolo borgo marinaro costituito da depositi per il paese di Furore che si trova più in alto, nascosto tra i monti.

Questo suggestivo borgo marinaro, con le sue case che sembrano aggrappate alle pareti di roccia, fu molto apprezzato dal regista Federico Fellini e fu abitato, tra gli altri, da Roberto Rossellini (qui fu da lui girato il film “L’Amore”) e da Anna Magnani, l’attrice sentimentalmente legata al regista e tra gli interpreti del film.

Furore Fiordo

Tra i più suggestivi sentieri che attraversano il paesino di Furore c’è il Sentiero di Abu Tabela, che parte dalla zona Pino arriva fino a San Lazzaro, un sentiero storico che lascia il viaggiatore sospeso nella storia, sulle antiche tracce del generale Avitabile. Il Sentiero dei Pipistrelli impazziti, parte dal Fiordo di Furore e arriva a Punta Tavola, ma per i più romantici invece, c’è il Sentiero dell’Agave in Fiore, una passeggiata che da Punta S. Elia vi condurrà fino a Marina di Praia.

Come arrivare a Furore da Napoli – Con i mezzi pubblici, sono attive diverse linee autobus della Sita – www.sitabus.it.

In auto, percorrere l’autostrada Napoli-Salerno ed uscire al casello di Castellammare di Stabia. Percorrere, poi, la strada statale per Pimonte-Agerola. Una volta arrivati ad Agerola si raggiunge facilmente Furore.

E’ bene sapere che non esiste, per la natura dei luoghi, un parcheggio. Bisogna lasciare l’auto al centro di Praiano per poi prendere la navetta o servirsi dei mezzi pubblici (linea Sita “Amalfi – Positano”).

Comune di Furore – Via Mola 29 – Furore (SA) – Tel. 089-874100