Ultima Modifica il 2 Gennaio 2024

Con La Notte dei Falò di Nusco si rinnova, ogni anno, la magia dei Fuochi di Sant’Antonio Abate. Un vero e proprio viaggio nel mondo della tradizione popolare a metà strada tra il sacro e il profano.

L’edizione  2024 dell “La Notte dei Falò“ si terrà nei giorni del 19, 20 e 21 gennaio 2024. Tre notti magiche con spettacoli musicali, degustazioni, laboratori e visite guidate nel centro storico di Nusco, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.



Nusco, un borgo di origine medioevale, è denominato il balcone dell’Irpinia per la sua posizione panoramica (914 m. s.l.m.) da cui si godono spettacolari vedute sulle montagne circostanti.

La Notte dei Falò di Nusco, un rito che si ripete da oltre quattro secoli, è una delle feste più antiche dell’Irpinia. Il suo programma è caratterizzato da visite guidate del centro storico cittadino e stand enogastronomici e musica popolare tra le stradine dell’intero borgo.

Il momento più atteso, come da tradizione, è l’accensione dei falò che segna l’inizio della festa e che illuminano a giorno l’intero centro storico. Per tradizione la raccolta della legna secca per il falò inizia il 13 dicembre, nel giorno di Santa Lucia.

La notte dei Falò Nusco

A Nusco la tradizione dei falò nasce come rito propiziatorio durante la devastante epidemia di peste del 1656 che colpì tutto il Regno di Napoli. In quei mesi drammatici i cadaveri degli appestati venivano bruciati sulle pire, mentre i fedeli invocavano l’intervento di Sant’Antonio Abate.

Da allora la Festa dei Falò di Nusco è collegata alla ricorrenza liturgica del Santo la cui festa onomastica cade il 17 gennaio.

Il santo del Fuoco, patrono dei contadini e protettore degli animali domestici, in Campania è chiamato familiarmente Sant’Antuono, per differenziarlo dal più famoso Antonio da Padova.

Il legame tra il fuoco e sant’Antonio Abate nasce nel Medioevo quando il santo diventa patrono e protettore delle malattie derivanti dal “sacro fuoco” l’ergotismo e l’herpes zoster.

O cippoe SantAntuono

Per garantirsi la protezione del santo e scacciare la sfortuna e le malattie a Napoli si realizzano i cosiddetti “cippi di Sant’Antuono” o “fucarazzi”. Grandi falò alimentati con alberi natalizi secchi e oggetti personali di legno dismessi. La tradizione è ancora viva nel cosiddetto Buvero ‘e Sant’Antuono e a Piazza Mercato.

Curiosità. Il 17 gennaio, giorno dedicato al Santo, si usava distribuire nel Regno di Napoli il cosiddetto “Pane di Sant’Antonio”,
Un pane magico, ottenuto con la parte più pura del grasso di un porcellino. Alimento ritenuto protettivo contro l’infezione dell’Herpes Zoster (comunemente chiamato Fuoco di Sant’Antonio).