Ultima Modifica il 26 Novembre 2023

L’antico Palazzo Spinelli di Laurino si trova a via dei Tribunali, precisamente al civico 362, il maggiore dei Decumani di Napoli. Scopriamo la storia di questa piccola perla nascosta nel centro storico di Napoli.

Il palazzo è facilmente riconoscibile grazie alla presenza, sul portone d’ingresso, di un’aquila con le ali spiegate sul cui petto è presente lo stemma di famiglia.



Palazzo Spinelli di Laurino, costruito intorno al XV secolo, viene restaurato in modo radicale e decorato nella metà del XVIII secolo da Troiano Spinelli duca di Aquara (da cui ha preso il nome), filosofo, economista e storico italiano. Prima degli Spinelli di Laurino, il palazzo era di proprietà di Gaetano Pontano, storico umanista napoletano, la sua cappella si trova lì a due passi.

La struttura

L’interno del palazzo presenta un cortile interno di forma ellittica unico nel suo genere a Napoli, sulla cui sommità si staglia un orologio maiolicato, sovrastato dalla statua dell’Immacolata. Intorno sono state disposte dodici statue allegoriche scolpite dal maestro Jacopo Cestaro e i busti di due imperatori romani che vegliano sul palazzo.

Scala a doppia rampa

Notevole è pure lo scenografico scalone Ducale a doppia rampa che conduce al piano nobile, sotto la balaustra è presente un affresco rappresentante la cultura. Nel Palazzo Spinelli di Laurino è custodita anche la cappella di famiglia.

Nel tempo questo palazzo storico di Napoli è stato scelto come ambientazione di tre film iconici. Giallo napoletano di Sergio Corbucci (1979), La Pelle di Liliana Cavani (1981), e Maccheroni di Ettore Scola (1985).

Palazzo Spinelli e il fantasma della bella Bianca

Come per la gran parte degli edifici monumentali di Napoli, anche  Palazzo Spinelli ha la sua sua leggenda.

Si racconta, infatti, che l’edificio sia abitato dal fantasma della bella Bianca. Una bimba rimasta orfana e accolta presso la casa della famiglia Spinelli. Qui divenne la damigella della padrona di casa, la duchessa Lorenza Spinelli, una donna gelosa, dispotica e crudele.

La storia narra che un giorno, sospettando il tradimento del marito con la giovane, la duchessa non ebbe pietà. Punì ingiustamente la ragazza, murandola viva in una delle numerose stanze del palazzo.

La leggenda vuole che la fanciulla, prima di morire, abbia lanciato la sua maledizione su Palazzo Spinelli e sulla famiglia pronunciando la seguente frase: “Famme pure mura’ viva, ma in allegrezza o in grannezza tu me vidarraje”.

Qualcuno afferma di aver visto passare il fantasma di Bianca lungo lo scalone dell’edificio ad annunciare un lieto evento,  un lutto o una disgrazia.