Sant’Agnello a Caponapoli, detta anche Santa Maria Intercede, la chiesa eretta nel luogo più alto della Neapolis greca.

Al di sotto dell’unica navata della chiesa, grazie ad una pavimentazione vitrea, sono tutt’oggi visibilii resti delle mura greche e delle fortificazioni di epoca romana. (Sant Aniello a Caponapoli PH Pepe Guida)



La chiesa, una delle più antiche della città, sorge sui resti di quella che era stata l’acropoli della città greco-romana sorta nel V secolo a.c., nei pressi dell’odierno primo Policlinico di Napoli.

Era un luogo molto ambito per viverci che diede luogo ad un famoso detto “Coppole pè cappielle, e case ‘a sant’Aniello“, ossia contentarsi di vivere modestamente, ma respirare l’aria di Sant’Aniello.

Un pò di storia

Sant Aniello a Caponapoli esterno

Le origini del monumento sono legate alla vita di Sant’Aniello, vescovo di Napoli poi proclamato santo e compatrono della città di Napoli e venerato al pari di San Gennaro

La tradizione vuole che i genitori del futuro santo si recassero in preghiera, ad una miracolosa immagine della Madonna lì conservata, per chiedere la nascita di un erede. Sopraggiunto il piccolo Agnello, i due fedeli fondarono una piccola chiesetta, per l’appunto denominata Santa Maria Intercede. Fu proprio lì, secondo la leggenda, che Agnello fu seppellito.

Agli inizi del XVI secolo fu inglobata in una nuova chiesa con annesso monastero (quest’ultimo nel 1809 venne poi soppresso). La chiesa preesistente divenne così il transetto del nuovo edificio.

Colpita dai bombardamenti del 1943 e danneggiata dal terremoto del 1980, la chiesa venne chiusa al culto, per essere poi riaperta nel 2011 dopo un lungo lavoro di restauro condotto dalla Soprintendenza.

Il prestigioso monumento è stato riaperto, anche grazie all’azione combinata della Curia Arcivescovile di Napoli e di Legambiente Campania che ne gestiscono la valorizzazione.

Sant’Aniello a Caponapoli: un tesoro riscoperto

Tra le opere più significative, sottratte all’incuria e ai ripetuti furti, c’è il cinquecentesco altare maggiore realizzato in marmo da Girolamo Santacroce; alcune tele di grandi pittori che hanno lavorato a Napoli: Massimo Stanzione, Battistello Caracciolo, Francesco Solimena e Francesco De Mura.

Nel transetto sinistro, la statua raffigurante Santa Dorotea, opera di Giovanni da Nola del 1534; mentre nella quarta cappella a destra si scoprono i frammenti dei sepolcri dell’abate Giulio Poderico e di Paolo Poderico, ai lati della controfacciata.

E’ possibile ammirare anche il Crocifisso in legno del XII secolo, venerato a Napoli come  icona miracolosa. Secondo la leggenda, nell’anno 1300, l’immagine aveva prodigiosamente parlato per sconfessare un debitore spergiuro che le aveva scagliato contro una pietra.

Crocifisso Sant Aniello a caponapoli

Nel centro della navata, protetto da una passerella continua in vetro strutturale, è possibile ammirare un tratto delle mura greche del IV secolo a.c. e di quelle romane del II sec. d.c. ed anche alcune tombe di età altomedievale.

La chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli si trova in Vico S. Aniello a Caponapoli, 9 ed è facilmente raggiungibile con la linea 1 (fermata Museo) e con la linea 2 (fermata Piazza Cavour).

La chiesa è visitabile il lunedì dalle 17:00 alle 19:00; il giovedì e il venerdì dalle 9.00 alle 12:30; la domenica dalle 10:00 alle 12:30.