Lungo il maggiore dei tre Decumani greco-romani di Napoli, oggi noto al mondo come Spaccanapoli, si apre Piazzetta Nilo. Per la sua posizione nel cuore del centro storico della città, è conosciuta dai napoletani anche come Largo Corpo di Napoli.



Piazzetta Nilo prende il nome dalla statua del Dio Nilo, di autore ignoto.  L’area compresa tra la via Mezzocannone ed il primo tratto di Via San Biagio dei Librai, infatti, fu abitata a lungo da una colonia di mercanti egiziani provenienti da Alessandria d’Egitto, che ai napoletani chiesero, e ottennero, un augurio di prosperità da indirizzare alla loro terra natale.

Il Corpo di Napoli - Piazzetta Nilo

La figura del Dio Nilo giace sdraiato, possente e muscoloso con il viso arricchito da una barba lunga che gli conferisce un’aria particolarmente saggia.

Per i partenopei, la statua del Nilo simboleggia la città di Napoli che nutre (allatta) i propri figli; da qui ne deriva il nome Corpo di Napoli che ha dato, poi, anche il nome al largo dove è tuttora ubicata.

Nella vicinanza della piazza si può ammirare la piccola Chiesa di Sant’Angelo a Nilo.

 

Statua del Nilo a Napoli: restauro e curiosità

Sul basamento della statua del dio Nilo c’è un’iscrizione che racconta la storia e le peripezie della scultura.

Più volte rimossa e ricollocata in questa sua sede storica, ha alimentato vari misteri, tra cui quello sull’identità sessuale del soggetto raffigurato. La statua, perduta per secoli, venne infatti ritrovata nel Medioevo, ma senza testa. Date le sue forme morbide ed i bambini (putti) pendenti dal suo petto, si penso che la statua fosse una donna.

Il primo vero restauro arrivò solo nel 1657 quando lo scultore Bartolomeo Mori integrò la statua con la testa di un uomo barbuto. In quella occasione la statua fu posta su quello che viene chiamato “sedile” di marmo.  La statua ha subito di recente un‘ importante restauro con il ripristino definitivo della piccola testa di sfinge marmorea , trafugata oltre 50 anni.

Piazzetta Nilo e la statua del Dio Nilo

La statua raffigura la personificazione del fiume Nilo che ha le sembianze di un uomo possente e barbuto semi-sdraiato su un fianco, circondato da puttini a simboleggiare le varie ramificazioni del fiumedraiato, e con i piedi rivolti verso un coccodrillo.

Nella mano destra sorregge una cornucopia traboccante di fiori e frutta, simbolo di prosperità e ricchezza, quella sinistro tocca una sfinge. La rappresentazione simbolica è poi completata dalla presenza di un bambino che si arrampica al capezzolo del Dio, probabilmente un affluente del fiume.

Secondo un’antica leggenda, sotto il Dio Nilo giace un presunto tesoro e lo sguardo del Dio sarebbe puntato sull’eventuale nascondiglio.