Anche Napoli ha le sue Stolpersteine, le pietre d’inciampo. A pochi giorni dal Giorno della Memoria – il 27 gennaio – Napoli aggiunge nuovi ricordi di deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. (Foto di Riccardo Siano)

Il 7 gennaio in piazza Bovio sono stati posati i piccoli blocchi quadrati di pietra (10×10 centimetri) ricoperti di ottone lucente.

Una incisione ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno ed il luogo della deportazione, la data della morte, anche se per molti quest’ultima è sconosciuta.

Pietre d'Inciampo Napoli

Sono nove le pietre d’Inciampo installate in piazza Bovio, all’altezza del civico 33, per ricordare le vittime napoletane dell’Olocausto: Amedeo Procaccia, Iole Benedetti, Aldo Procaccia, Milena Modigliani, Paolo Procaccia, Loris Pacifici, Elda Procaccia, Luciana Pacifici, Sergio Oreste Molco.

Tutti membri della comunità ebraica di Napoli, costretti ad abbandonare le proprie case al momento della promulgazione delle leggi razziali per cercare rifugio altrove. Tutti arrestati e deportati, con un treno del gennaio 1944, ad Auschwitz, dove hanno trovato la morte.

Le Pietre d’Inciampo, il significato

Stolpersteine, cioè Pietre di inciampo, nasce da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, per contrastare l’oblio e le cattive memorie sulla tragedia delle deportazioni nazifasciste durante la Seconda Guerra Mondiale.

Le creazioni dell’artista, avviate in Germania nel 1995, sono ormai presenti in numerose città europee. Depositando una memoria delle migliaia e migliaia di famiglie ebree arrestate e deportate nei campi di sterminio negli anni del secondo conflitto mondiale.

Giornata della Memoria

Giorno della Memoria

Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz svelando fino a che punto si era spinta la ferocia nazifascista.

La persecuzione razziale e politica del regime del Terzo Reich e dei suoi alleati, tra il 1933 e il 1945, portò allo sterminato un terzo del popolo ebraico, oltre a innumerevoli altre persone, solo in quanto membri di minoranze, come Rom, omosessuali e persone con disabilità.

Dal 1 novembre 2005 questa data è designata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto.