Come ogni anno il 27 gennaio viene celebrata la Giornata della Memoria per ricordare la più grande tragedia che ha segnato la vita del secolo scorso, la Shoah.

L’emergenza pandemica non deve farci abbassare l’attenzione sui tanti episodi di odio e discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. Spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto.



Per non dimenticare i deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti, anche Napoli ha le sue Stolpersteine, le Pietre d’inciampo.

Le Iniziative a Napoli

A causa dell’emergenza Covid-19, gran parte degli eventi del 2021 diventano un incontro digitale.

Il 27 gennaio alle 17.30, per la V edizione de “I Musei della Memoria, architetture che raccontano”, la Fondazione culturale Ezio De Felice presenta online l’incontro “I BBPR e il museo-monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti di Carpi”. Sarà ospite d’eccezione Elena Montanari.

L’appuntamento si svolgerà sulla pagina Facebook della Fondazione. Alle 9, invece, sul canale youtube del CIRB sarà possibile partecipare al convegno dedicato al tema “I Giusti tra le Nazioni”.

Giornata della Memoria

Pietre d'inciampo, Piazza Borsa Napoli

La Giornata della Memoria, è una ricorrenza internazionale istituita il 1 novembre 2005 dall’Assemblea delle Nazioni Unite con l’intento di ricordare tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

La data non è casuale. Era il 27 gennaio del 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono nei campi di concentramento di Auschwitz e liberarono i prigionieri rimasti. Una data fortemente simbolica, perché rappresenta la fine di un incubo. Un incubo che però non va dimenticato.

Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato” la Shoah, e mentre ero ad Auschwitz “per un attimo vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla. Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace“. Così Liliana Segre (classe 1930), superstite di Auschwitz, ha ricordato gli orrori dell’Olocausto.

Gli Ebrei a Napoli

La comunità ebraica di Napoli è tra le più antiche d’Italia, come dimostrano le numerose tracce presenti in città. Gli antichi quartieri ebraici, in via Giudecca Vecchia a Forcella e nel vicolo ebraico (l’odierno via Limoncello) ne sono la testimonianza. Attenzione però, non si tratta di ghetti, ma luoghi sorti volontariamente per ragioni identitarie.

Tra le altre testimonianze c’è la Sinagoga di Napoli. Si trova in un elegante palazzo Napoletano, a due passi da piazza dei Martiri. Fu istituita nel 1864 per l’interessamento di Adolph Carl von Rothschild e di Samuele Salomone Weil.