Nel centro storico di Napoli, a Forcella, sorge la settecentesca Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, un’imponente capolavoro dall’aspetto tardo-barocco, legata alla Ruota degli Esposti.

Napoli ha un legame particolare con questo luogo proprio perché dalla storia della ruota nasce il cognome napoletano più diffuso: Esposito.



La Rael Casa dell’Annunziata

L’istituzione prese la configurazione giuridica di Real Casa dell’Annunziata per volontà della Regina Sancia d’Aragona, moglie di Roberto d’Angiò, nel 1343.

Questo grande complesso monumentale di Napoli è giunto ai giorni nostri in perfette condizioni grazie ai numerosi restauri.

Viene infatti realizzato nel XIII secolo dagli Angioini, rimaneggiato in forme rinascimentali nel XVI secolo e poi ripreso da Luigi e Carlo Vanvitelli in stile settecentesco. Oltre alla chiesa, c’è un ospedale, un convento ed un conservatorio.

L’istituzione, che ancora oggi ospita l’ospedale ginecologico e pediatrico, accoglieva le creature abbandonate da famiglie povere o da madri che li avevano concepiti di nascosto.

La Chiesa

Basilica della Santissima Annunziata Maggiore Napoli Cupola
Il complesso conserva bellezze architettoniche come la Chiesa con una cupola dalle forme maestosamente
vanvitelliane ( 67 metri di altezza), il salone delle colonne,… e molte altre pregevoli opere d’arte.

Al suo interno sono custodite opere di artisti importanti quali De Mura e Sammartino ed una splendida Sacrestia rinascimentale con rari intagli lignei. Il portale marmoreo, dai battenti lignei intagliati originali, sormontati da una lunetta affrescata è attribuito a Belisario Corenzio.

Sotto la Basilica si scopre lo Succorpo Vanvitelliano, una piccola chiesa sotterranea, indipendente dalla principale. Venne realizzata nel ‘700 in coincidenza della maestosa cupola e la Cappella Carafa, che ha conservato marmi e monumenti sepolcrali del XVI secolo.

Basilica della Santissima Annunziata Maggiore Napoli Succorpo Vanvitelliano

La Ruota degli Esposti

I bambini abbandonati venivano introdotti in una specie di tamburo di legno di forma cilindrica e suddiviso in due parti previdentemente chiuso da uno sportello. La prima rivolta verso l’interno e la seconda verso l’esterno.

Tale meccanismo permetteva alle persone, senza che nessuno potesse vederle, di depositare i propri neonati. Il trapasso attraverso il pertugio trasformava il bambino in figlio della Madonna (‘o figliu d’ ‘a marònna).

Per un eventuale successivo riconoscimento, nella ruota venivano inseriti documenti con i nomi dei genitori o altri segni di riconoscimento.

Ruota degli Esposti Napoli

Al di sopra della ruota degli esposti, vi era un puttino di marmo con la scritta: “O padre e madre che qui ne gettate / Alle vostre limosine siamo raccomandati“.

Dalla Sacra Ruota degli Esposti ha origine il più noto cognome dei napoletani: Esposito ( da Esposti, degli Esposti ). Malgrado la ruota degli esposti sia andata in pensione nel 1875, per diversi anni i piccoli continuarono ad essere depositati nottetempo, sui gradini della chiesa.

Ancora oggi, in via dell’Annunziata a sinistra dell’arco cinquecentesco d’ingresso, è possibile vedere la ruota degli esposti.

Leggenda delle scarpe consumate della Madonna Annunziata

Ai piani superiori, dove si trovano le abitazioni delle suore, è custodita una statua della Madonna. Ha le fattezze di una bambola di porcellana e porta del lunghi boccoli biondi fatti di capelli veri.

La statua della Madonna, ogni 25 marzo, viene condotta giù nella chiesa affinché le siano cambiate le scarpine consumate. La credenza sostiene, infatti, che l’Annunziata, cammini di notte sfamando i poveri e gli orfanelli e portando conforto a tutti.

Basilica dell’Annunziata Maggiore

Indirizzo: via Annunziata, 34 – tel. 081/289032
Orario: dal lunedì al sabato ore 9.00 – 18.30 (ultimo ingresso)