Il borgo di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, sembra in bilico su un crepaccio con alle spalle una storia millenaria.

Immancabile è la passeggiata sul Ponte sul Martorano, che regala un suggestivo quanto magico scorcio dell’intero centro storico.

L’antico borgo di Sant’Agata de’ Goti è stato insignito del marchio di qualità della Bandiera Arancione Touring Club nel 2004, ed incluso tra i Borghi più belli d’Italia qualche anno più tardi.



Origine del nome

Il nome del Borgo medievale, così come oggi noi lo conosciamo, si forma in due differenti periodi storici. La città – anticamente chiamata Saticula – fu dedicata alla santa catanese Sant’Agata nel VI secolo, quando vi si stabilì una colonia di guerrieri Goti.
Il “de’ Goti” si deve invece alla presenza in città della famiglia guascona dei De Goth alla quale Roberto d’Angiò concesse il feudo di Sant’Agata nel 1313.

Sant’Agata dei Goti - Duomo

Cenni storici

Il vecchio villaggio di Saticula, dopo un’estenuante battaglia con i sanniti, viene occupata prima dai romani e poi dai Longobardi. Nei secoli successivi il suolo saticuliano è stato calpestato da Bizantini, Normanni, Svevi e Angioini.

Infeudata poi alle più grosse famiglie della nobiltà napoletana, è appartenuta ai Della Ratta, agli Acquaviva, ai Coscia e ai Carafa. Questi ultimi la mantennero fino alla fine della feudalità.

Passeggiare per il borgo di Sant’Agata de’ Goti

Oggi Sant’Agata de’ Goti è un luogo scenografico e pittoresco, intriso di storia e tradizioni con un centro storico a forma di mezzaluna, lungo appena un chilometro. Al suo interno troviamo un gran numero di chiesette, palazzi nobiliari e magnifiche piazze.

Una visita approfondita del piccolo borgo di Sant’Agata de’ Goti richiede circa cinque ore: le sue bellezze sono tutte concentrate nel centro medievale.

Sant'Agata dei Goti - Via Roma

Tra le varie chiese da visitare c’è la Cattedrale dell’Assunta, fondata nel 970 d.C.; ricostruito nel XII secolo, fu restaurata più volte fino al XVIII secolo. Qui sono conservate le reliquie del santo omonimo, che visse nel IV secolo come eremita sul monte Taburno.

Splendida è invece la Chiesa dell’Annunziata, che conserva preziosi affreschi del Trecento e Quattrocento. La Chiesa di San Menna, risalente al VII secolo, conserva le reliquie del santo omonimo.

Tra i palazzi “civili”, è impossibile non notare il Palazzo Parisi, un ex convento del XII secolo con una complessa rete di ipogei, e il Castello Ducale, costruito dai longobardi e dimora di molte casate nobiliari. Delle quattro torri originarie ne rimane una, di epoca catalana o aragonese, che fino a pochi decenni fa era adibita a carcere.

Di notevole interesse è anche il Museo Diocesano che raccoglie reperti archeologici e ricordi legati alla figura di Sant’Alfonso, vescovo della città.

Sant'Agata dei Goti - Piazza Umberto I

Nei pressi di Sant’Agata de’ Goti da visitare il sorprendente Acquedotto Carolino, realizzato da Vanvitelli su commissione di Carlo di Borbone per alimentare il complesso di San Leucio e la Reggia di Caserta, che si trovano a soli 40 minuti.

Enogastronomia

Nel cuore del tufo, alla base del borgo, i cunicoli un tempo usati come passaggi segreti, portano alle cantine (circa 160) dove il vino viene cullato a temperatura naturale, nelle profondità della terra. La più storica è gestita da Paola Mustilli, la sua famiglia dal 1700 produce vino ed ha dato i natali alla famosa falanghina del Sannio.

Vino Mustilli - Sant Agata dei Goti

Il territorio santagatese è tradizionalmente votato alla produzione di olio, vino, frutta (mele e ciliegie in special modo), ortaggi, cereali e legumi. Fra le specialità di frutta si coltiva la mela annurca che nel 2006 ha ottenuto il marchio IGP.

Tante le Sagre per apprezzare le eccellenze del borgo. Tra le più conosciute c’è la Sagra della salsiccia e tracchie paesane
(giugno), Falanghina Felix (luglio), Sagra di gnocchi e cavatielli (agosto), Sagra della ‘Nfrennula (seconda decade di settembre), Sagra della mela annurca (dicembre).

Come arrivare a Sant’Agata de’Goti

In auto – Da Napoli Autostrada A1 uscita Caserta Sud – Maddaloni, seguire poi le indicazioni Telese – Caianello (fondo valle Isclero), quindi Sant’Agata de’Goti. Da Salerno Autostrada A16 uscita Benevento, percorrere tutto il raccordo Autostradale, prendere SS. 7 per Montesarchio, poi Airola e quindi Sant’Agata de’Goti.

In treno – Servizio Ferroviario Napoli – Benevento www.ferrovie. Autobus – Servizio di autolinee di EAVBUS – www.eavbus.it