A Napoli, la storia di Forcella, o come la chiamano i napoletani Furcella, è molto antica. A riprova di ciò in piazza Calenda, davanti al Teatro Trianon Viviani, si erge il cosi detto cippo a Forcella una struttura circolare di pietra dell’antica Neapolis (molto probabilmente i resti della porta Herculanensis); da qui l’espressione napoletana “sta’ cosa s’arricorda o’ cipp’ a Furcella”, per dire che è molto vecchia.

Il quartiere Forcella, stretto tra via Duomo, Corso Umberto I e la famosa Spaccanapoli, è un vero e proprio mondo, con una storia sviluppatasi quasi in maniera a se stante; gli edifici sono sgarrupati e tutto sembra lasciato a se stesso, eppure il quartiere non ha dimenticato che prima che gli Spagnoli, nel 1510, cacciassero tutti gli ebrei dal loro regno, Forcella era una delle tre giudecche di Napoli.



Malgrado la sua fama sia spesso legata a episodi di criminalità e violenza, Forcella è stato lo scenario di momenti fondamentali della storia di Napoli e nasconde inconsapevolmente, la storia più tormentata e affascinante di Napoli.

Forcella - Real Casa dell’Annunziata

Fu proprio qui, ad esempio, che gli Orsini, i Carafa, i Caracciolo e la stessa regina Giovanna II vantavano splendide dimore, qui si celebravano i Sebastà (i giochi isolimpici in onore di Augusto), qui si trovavano i templi dedicati ad Ercole e ad Asclepio. Qui troviamo Castel Capuano (ex-sede del Tribunale), il teatro Trianon, il secolare ospedale Ascalesi, il Caravaggio più bello del mondo al Pio Monte della Misericordia, il Museo del tesoro di San Gennaro e la stessa Cattedrale.

Qui venne costruita la Real Casa dell’Annunziata (voluta dalla Regina Giovanna I) il primo centro di assistenza e cura per i bambini abbandonati. Napoli ha un legame indissolubile con questo luogo, perché da qui nasce il cognome più diffuso nel capoluogo partenopeo, ovvero Esposito. Su via dell’Annunziata, a sinistra dell’arco cinquecentesco d’ingresso, è ancora visibile – benché oggi chiuso – il pertugio attraverso il quale venivano introdotti nella ruota gli esposti, cioè i neonati che le madri abbandonavano, per miseria o perché illegittimi.

Tra le varie chiese presenti nel quartiere (San Giorgio Maggiore, Sant’Agrippino, Sant’Agostino alla Zecca,…) Santa Maria Egiziaca a Forcella (Corso Umberto I, 208) è uno degli esempi meglio riusciti dell’architettura barocca napoletana con le opere di importanti artisti tra cui Luca Giordano. L’edificio con annesso monastero fu fondato nel 1342 grazie al volere della regina Sancha d’Aragona, che volle una struttura che accogliesse le prostitute pentite.

Santa Maria Egiziaca a Forcella

Una visita al mercato di Forcella (via Pasquale Stanislao Mancini), uno dei ritrovi storici per lo shopping low cost della città.

Forcella è forse uno dei quartieri che vanta le pizzerie più conosciute come l’Antica Pizzeria da Michele (via Cesare Sersale), un mito per chiunque arrivi a Napoli e la pizzeria Trianon da Ciro (Via Pietro Colletta, 44/46), una istituzione a Napoli. Mentre in via Giudecca Vecchia c’è l’Antica Pizzeria le Figliole che è il tempio della pizza fritta.

Curiosità – Il nome di questo quartiere alcuni lo associano alla forma che via Forcella assume all’incrocio con via Giudecca Vecchia, formando appunto una “forcella”. Altra ipotesi invece è legata alla scuola di Pitagora che dal XIII al XIX secolo ebbe la sua sede nel quartiere, e che come emblema aveva proprio una Y, utilizzata poi anche nello stemma del seggio: l’istituzione amministrative pre formazione dei Municipi.