Halloween, Ognissanti e Festa dei morti, a Napoli sacro e profano si mescolano per celebrare le tre tradizionali festività a cavallo tra fine ottobre e inizio novembre.

Secondo la credenza popolare, nella notte tra il 1 e il 2 novembre le anime dei defunti tornano dall’aldilà.



Halloween

Si comincia con Halloween (31 ottobre), la notte delle streghe. Una festa di origine celtica che negli ultimi anni è divenuta un’appuntamento imperdibile del calendario Napoletano con variegate manifestazioni. Dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del “trick-or-treat” (dolcetto o scherzetto).

La zucca intagliata che rappresenta la faccia sogghignante del furbo fabbro, Jack o Lantern, è probabilmente l’icona più conosciuta di questa festa. E’ considerata il carnevale d’inverno con costumi e vestiti preparati appositamente.

Ognissanti e Feta dei morti

Ma dalle risate smisurate di Halloween, si passa poi a una festa religiosa, quella di Ognissanti. Viene celebrata il 1° Novembre di tutti gli anni, ricordando la gloria e l’onore di tutti i Santi, seguita poi dal 2 Novembre con la Festa dei Morti e la Commemorazione dei Defunti.

Halloween Napoli

In questi due giorni assistiamo ad una solenne processione che si riversa per le strade e nei vicoli, in visita ai Cimiteri di Napoli e nei principali luoghi di culto, primo tra questi il Cimitero di Poggioreale è uno dei luoghi principali di culto per i napoletani.

Nella tradizione popolare, in questo periodo dell’anno il velo tra il cielo e la terra si fa particolarmente sottile. Pare che la notte tra il 1 e il 2 novembre l’anima dei nostri antenati sia in grado di oltrepassare quel velo e venire a farci visita. Ecco perché in quella notte ci sentiamo forse più sereni.

Il culto dei morti – Capuzelle e anime pezzentelle

In Campania i morti non muoiono mai davvero, restano tra noi a scrutarci, a guidarci e, se necessario, perfino ad aiutarci. II grande Eduardo De Filippo a tal proposito diceva che “I morti sono sotto i tappeti, sotto le sedie, sotto i mobili.”

Capuzelle e anime pezzentelle

Uno dei luoghi cardini per assistere al contatto fra vivi e morti, è certamente Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in via dei Tribunali. Una chiesa barocca che sorge nel cuore del centro storico di Napoli, nota per i teschi che decorano la solenne facciata e l’esterno dell’ingresso, luogo chiave dove un tempo si praticava il culto delle anime pezzenterie.

Ma la più importante testimonianza del legame dei Napoletani con l’aldilà è il famoso Cimitero delle Fontanelle, nel rione Sanità, uno dei luoghi più suggestivi di Napoli.

Anche la tavola segue le sue tradizioni

Torrone dei Morti Napoli

In memoria dei morti, e spesso anche per avere la loro benevolenza, vengono preparate tavolate per alleviare il lungo e faticoso viaggio di queste anime. C’è chi lascia loro un posto a tavola, chi dopo cena non la sbarazza per dare la possibilità a qualunque di queste sia di passaggio di rifocillarsi; addirittura un tempo venivano lasciati dei secchi d’acqua sotto le finestre per dissetarli.

Oltre all’immancabile melograno, simbolo di rinascita, in questi giorni di inizio novembre non può mancare sulle tavole dei napoletani il torrone dei morti.

Un torrone speciale diverso da quello che si offre a Natale; è composto da un guscio di cioccolato duro e da una parte morbida che sembra avere la forma di una bara. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte.