Ci inoltriamo oggi nel cuore di Napoli, una delle zone più caratteristiche della nostra città – I Quartieri Spagnoli (che a Napoli basta chiamare I Quartieri). Un labirinto di stradine compresi tra il C. Vittorio Emanuele e Via Toledo, piazza Plebiscito e via Montecalvario.

I quartieri Spagnoli di Napoli raggruppa i quartieri Avvocata, Montecalvario e San Ferdinando.



I Quartieri Spagnoli, insieme Forcella e al Rione Sanità sono i 3 quartieri più popolari di Napoli.

Quartieri Spagnoli a Napoli, Origine e Storia

I Quartieri Spagnoli nascono nel XVI secolo su iniziativa di don Pedro da Toledo, vicerè di Napoli al fine di ospitare i suoi soldati che avevano il compito di reprimere eventuali ribellioni napoletane. Inoltre, in questi palazzi erano anche ospitate le truppe spagnole dirette su altri fronti di guerra, che facevano tappa a Napoli. E sin da allora sono stati luoghi di contrabbando e prostituzione, fino alla violenta faida camorristica degli anni Ottanta.

Al di là della cattiva fama I Quartieri sono un’importante testimonianza della vita del popolo napoletano. Un luogo dove i panni stesi fanno da cornice al quartiere. Qui le traverse sono chiamate vichi, la segnaletica stradale spesso è scritta a mano e con frasi che spesso scatenano l’ilarità dei passanti.

Quartieri Spagnoli Napoli Street art

Cosa c’è da Vedere

I Quartieri Spagnoli sono un luogo che non smette di stupire i napoletani stessi, per i suoi colori, per il continuo vociare. Le finestre sempre aperte sembrano quasi invitare i passanti a guardarci dentro. Recentemente, i vicoli del quartiere si sono colorati dei disegni della Street-art.

Parliamo dei 200 e più lavori di Cyop e Kaf, che illuminano le mura malconce e le porte delle case dei Quartieri. Leggi anche Street art a Napoli, i Quartieri Spagnoli omaggiano Totò e altri grandi artisti.

Le strade dei Quartieri Spagnoli sono o parallele a via Toledo o salgono in alto verso corso Vittorio Emanuele, la strada che collega Mergellina con il Museo Nazionale. Passeggiando per questi vicoli è facile imbattersi in piccole attività di artigianato che ruota intorno a mestieri vecchi e nuovi o trattorie dove si possono gustare specialità napoletane in ambienti molto semplici, come la famosissima trattoria da Nennella.

Camminando per le stradine dei Quartieri spagnoli è impossibile non notare i celebri bassi napoletani, l’anima popolare di Napoli. Una grande camera, comprendente angolo cottura, bagno e letto, che dà sulla strada e che dona a chi passeggia uno scorcio di vita domestica.

Quartieri Spagnoli

Altro posto dove rilassarsi e trovare prodotti davvero particolari è il mercato alimentare del Rione Pignasecca, altro luogo tipico da visitare assolutamente.

L‘origine spagnola dei Quartieri vive ancora nel nome di molte strade come via della Trinità degli Spagnoli su cui si trova la chiesa omonima dedicata dagli Spagnoli a Santa Maria del Pilar. O ancora nei resti di antichi complessi conventuali oggi destinati ad altri usi. Uno di questi è il convento Trinità delle Monache che nel 1806 diventò l’Ospedale militare di Napoli.

Alcune chiese sono addirittura diventate meta di pellegrinaggio. In Vico Tre Re a Toledo c’è un piccolo santuario, dedicato a Santa Maria Francesca delle cinque piaghe, prima santa napoletana della Chiesa e Compatrona di Napoli. Qui si recano numerosi fedeli, soprattutto giovani coppie che affidano alla speranza e alla fede la possibilità di procreare.

Come arrivare ai Quartieri Spagnoli?

I Quartieri sono racchiusi tra Montesanto, via Toledo, via Chiaia e Corso Vittorio Emanuele

Sono diverse le “porte” che permettono l’ingresso ai Quartieri Spagnoli. L’ingresso turistico più “pratico” è quello di fronte l’uscita della metropolitana di Toledo. Basta seguire i panni stesi al sole!

In metro: Metropolitana Linea 2 fermata di Montesanto, oppure Metropolitana dell’Arte (linea 1) fermata Toledo