Il Rione della Pignasecca, il mercato all’aperto dei Quartieri Spagnoli di Napoli, sorge a pochi passi da Via Toledo. Qui si respira l’antico sapore del mercato di una volta.

Il Rione và da largo della Carità, fino ai Ventaglieri, passando per Montesanto. Fare un giro nelle sue strade, significa immergersi per un attimo in una atmosfera unica e tipicamente napoletana.



Perchè si chiama Pignasecca?

Prima di tramutarsi nel grande mercato all’aperto che conosciamo oggi, il rione era occupato da complessi religiosi, palazzi nobiliari e da un’immensa tenuta di proprietà dei nobili Pignatelli di Monteleone. Era detta “Biancomangiare” dal nome di una sorta di meringa che si produceva nel luogo, ma cambiò nome per colpa di una gazza dispettosa.

Quartiere Pignasecca Napoli

Il nome Pignasecca viene da “pino secco”. La leggenda vuole che in questo luogo vi fosse anche una pineta popolata da tantissime gazze. Fu proprio uno di questi uccelli a scoprire il vescovo della città a letto con la perpetua, ed egli, per vendicarsi, la scomunicò. Anzi, scomunicò tutte le gazze, una ad una.

Dopo tre giorni dall’evento, la pineta morì, i pini seccarono, le gazze sparirono, lasciando solo una distesa di terra arida e vuota: la Pignasecca.

La Pignasecca, nonché il mercato più antico di Napoli, permette al visitatore di ammirare uno spaccato molto suggestivo e folkloristico della città partenopea.

Pignasecca, un mercato a cielo aperto

Quando fu abolito il mercato che si teneva nella vicina Piazza Dante, venditori e bancarelle si spostarono in questo caratteristico rione dei Quartieri Spagnoli. Nei secoli si è ampliato e arricchito invadendo i marciapiedi, popolandosi di gente proveniente da ogni posto del mondo.

Mercato della Pignasecca Napoli

Ancora oggi si respira l’antico sapore del mercato di una volta, dove la contrattazione è ancora un elemento imprescindibile.

Il mercato si sviluppa lungo una strada lunga poco meno di un chilometro (Via Pignasecca) dove si può trovare di tutto e di più. Dagli acquafrescai ai pescivendoli urlanti, dai negozi alimentari con ogni ben di dio, ai negozi da “tutto a 50 centesimi”.

Monumenti storici del rione

Passeggiare tra le innumerevoli bancarelle, taverne, trattorie e rosticcerie e lasciarsi rapire dai colori, dalle voci dei venditori è un’esperienza appassionante. Tanto caos ma anche testimonianze del passato ben visibili nel quartiere.

Chiesa dei Pellegrini Napoli

Tra queste il famoso Ospedale Pellegrini, nato dall’ Arciconfraternita e ospedale S.S. Trinità di Pellegrini e Convalescenti fondata nel 1578 da Bernardo Giovino e sette colleghi artigiani. Il loro obiettivo era offrire cure e soccorso per i bisognosi e per i poveri ma anche di ospitare i pellegrini in transito a Napoli.

In piazzetta Tarsia troverete anche uno dei palazzi monumentali più imponenti di Napoli, Palazzo Spinelli di Tarsia, fatto costruire da Ferdinando Vincenzo Spinelli, principe di Tarsia su progetto di uno degli architetti napoletani più famosi del Settecento, Domenico Antonio Vaccaro.

Mentre su piazzetta Montesanto c’è la chiesa del 1600 dedicata alla Madonna del Monte Santo del Carmelo. Il corpo centrale è caratterizzato da due piccole torri che sovrastano una, a destra, un orologio, e l’altra, a sinistra, una meridiana. All’interno la tomba di Alessandro Scarlatti (1725) racconta lo stretto rapporto dei Maestri di Cappella della corte napoletana con questa chiesa, un tempo monastero carmelitano.

Mangiare e bere alla Pignasecca

Per gli amanti del buon cibo, ecco i nostri consigli

Fiorenzano Pignasecca Napoli

Le Zendraglie Via Pignasecca, 14. In questo posto tra tovaglie a quadretti, piatti e bicchieri spaiati troviamo una cucina riabilitata, povera e ricca di nutrienti, plebea e ricca di storia.

Da Attilio alla Pignasecca via Pignasecca 17. Non solo la regina Margherita, consigliata è anche la pizza Natalina con baccalà, scarola, pomodorini, capperi e olio EVO.

Fiorenzano via Pignasecca, 48. Qualunque sia il grado di inimicizia con il fritto non potete non assaggiare le sue magnifiche leccornie di friggitoria come paste crescite, arancini, crocchè, polenta fritta e tante altre specialità. Insomma avrete modo e modi di ungere le vostre mani ed emozionarvi con un gastronomico cadeau made in Napoli.

Come arrivare alla Pignasecca

Vi si arriva a piedi da via Toledo, girando in uno dei tanti vicoletti che si trovano scendendo da piazza Dante fino a piazza Carità, sul versante destro della strada.

Qui si concentrano le fermate di cumana, funicolare e metropolitana. Linee di trasporto che risalgono alla fine dell’Ottocento. La prima, attiva dal 1889, collega il centro urbano di Napoli con i Campi Flegrei, la funicolare di Montesanto, inaugurata nel 1891, raggiunge il quartiere Vomero.