Sta’ cosa s’arricorda o’ cippo a Furcella, una classica esclamazione Napoletana utilizzata per descrivere qualcosa (o qualcuno…) di veramente antico. Un vecchio detto popolare legato ai resti delle mura greche di Piazza Calenda.



L’espressione è intimamente legata allo storico quartiere di Forcella. Una zona centrale della città di Napoli, tra Spaccanapoli e il corso Umberto I e in prossimità di Castel Capuano.

Un quartiere che, aldilà dell’alone negativo e il suo disordine, nasconde inconsapevolmente la storia più tormentata e affascinante di Napoli. La sua visita è d’obbligo per tutti coloro che vogliono godere appieno della nostra città.

‘O cippo a Furcella

Qui in Piazza Vincenzo Calenda, difronte il teatro Trianon, c’è un alto cancello circolare che circoscrive un gruppo di pietre. Molto probabilmente appartengono all’antica cinta muraria dell’epoca greca che delimitava una delle porte ( la porta Furcillensis ) della antica Neapolis.

Cippo di Forcella Piazza Calenda Napoli

I reperti archeologici sono probabilmente del III secolo a.C. e sono stati ritrovati durante i lavori del Risanamento che prevedevano lo sgombero della parte bassa di Forcella e l’apertura di via Pietro Colletta. Piazza Calenda venne detta inizialmente piazza delle mura greche.

Il sito archeologico è erroneamente chiamato “Cippo”, a causa della sua forma in tutto e per tutto simile a un grosso pilastro.

Proprio perché datate, i napoletani le hanno accostate a qualsiasi cosa che abbia le sembianze di antico o di vecchio o semplicemente di superato. Si è diffusa cosi l’espressione “Si ricorda il Cippo a Forcella”.

‘O cippo a Forcella è un monumento tristemente ricordato come luogo in cui furono esposte le teste mozzate di molti partecipanti della rivolta di Masaniello (1647).

Durante la ristrutturazione del Teatro Trianon-Viviani, è stata rinvenuta una Torre di guardia del V-IV secolo a.C., detta “della Sirena”. Il reperto archeologico è visibile sulla platea ed è protetto da una grande vetrata.