A Napoli, la cui storia si fonda sulla leggenda della Sirena Partenope, magia, superstizione e scaramanzia si mescolano fin dai tempi più remoti nell’atmosfera partenopea. O munaciello, ‘a bella ‘mbriana, la smorfia, l’uovo magico del Castel dell’Ovo, gli spettri nei palazzi e nelle fortezze e le streghe sono solo alcuni degli elementi distintivi delle credenze napoletane.

Sebbene in Italia il numero associato alla sfiga sia senza dubbio il 17, per quasi il resto del mondo è il 13 ad essere considerato un numero sfortunato e la sua posizione peggiora quando è associato al venerdì, perché venerdì è il giorno in cui fu crocifisso Gesù.



Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male, diceva il grande Eduardo De Filippo.

A Napoli abbiamo il malocchio, la jettatura e la fattura e anche se quasi tutti affermano di non credere agli oroscopi o alla sfortuna, è sempre meglio dare una sbirciatina alla pagina dedicata al nostro segno oppure fare le corna quando un gatto nero attraversa la strada. Non si sa mai!

Ma teniss’ l’uocchie ‘ncuoll? (non è che per caso il malocchio ti stia perseguitando?) è la domanda che più spesso viene fatta a chi sta vivendo un momento NO, e che magari non riesce a fare nulla senza che gli capitino mille sventure.

Superstizione gli Amuleti di San Gregorio Armeno

A San Gregorio Armeno, una della vie più caratteristiche del capoluogo campano, vengono ogni giorno venduti centinaia di amuleti per scacciare il malocchio o appunto la iettatura come il ferro di cavallo, il gobbetto, la corona d’aglio, il peperoncino.

Ma l’amuleto scaramantico più diffuso nelle case napoletane è senza alcun dubbio o Curniciello, vero e proprio amuleto contro ogni sfortuna e simbolo per eccellenza della scaramanzia napoletana. Per essere efficace deve essere rosso, da sempre colore della fortuna, fatto a mano, in modo che colui che lo modella gli possa infondere energie positive con le proprie mani.

Scaramanzia il Corno portafortuna

Un detto popolare, infine, specifica che dovrà essere, necessariamente “tuosto, stuorto e cu ‘a ponta” (rigido, storto e con la punta), mai acquistato ma sempre ricevuto in dono.

E voi siete superstiziosi? Rompere uno specchio, passare sotto una scala, rovesciare sale e olio o vedere un gatto nero che attraversa la strada che effetto vi fa? Toccate ferro, fate gli scongiuri o siete pervasi da brividi di paura?

L’associazione culturale Insolitaguida organizza regolamente un tour suggestivo nelle viscere di Napoli dove verranno svelate le più disparate curiosità e credenze sul malocchio, raccontando di inimmaginabili e fantasiosi rimedi legati alla credenza popolare, di veri e propri culti e cerimonie sotterranee.