Sotto il presbiterio dell’altare centrale della seicentesca Basilica di Santa Maria della Sanità si entra nel mondo sotterraneo delle Catacombe di San Gaudioso; il secondo cimitero paleocristiano più importante della città di Napoli dopo le Catacombe di San Gennaro.

Pare che è qui che il giovane Antonio De Curtis, che nel Rione Sanità è nato e cresciuto, abbia trovato ispirazione per la sua celebre poesia “A livella”.



Le Catacombe prendono il nome dal vescovo tunisino Settimio Celio Gaudioso, Giunto a Napoli nel V sec. d.C.. Fu lui che portò la regola agostiniana e alcune reliquie, tra cui quella di Santa Restituta; è oggi custodita nella basilica paleocristiana omonima, che fa parte del Duomo di Napoli.

Le catacombe nate attorno al corpo di questo santo sono piccole ma uniche.

Catacombe di San Gaudioso Napoli

Quando morì, tra il 451 e il 453 d.C., il luogo della sua sepoltura divenne ben presto oggetto di culto e molti furono coloro che vollero la propria sepoltura accanto a quelle del santo. Il corpo di S.Gaudioso non è più qui, è andato bruciato in un incendio.

Durante il Medioevo le Catacombe vengono progressivamente abbandonate da fedeli e pellegrini a causa delle frane di fango e detriti (la Lava delle Vergini) che scendevano dalle colline.

Tra il 1602 ed il 1610 sopra le Catacombe i domenicani ereggono la Basilica di San Vincenzo ‘O Munacone (il monacone).

Le catacombe accolgono molti simboli particolarmente diffusi nella prima età cristiana, come il pesce, l’agnello, la vite con i tralci ma anche mosaici e affreschi del V-VI secolo; una di queste è la Madonna della Sanità, la più antica raffigurazione di Maria in Campania.

Le Tombe dei nobili di San Gaudioso

Nel seicento le sepolture di nobili e membri del clero delle Catacombe di San Gaudioso erano realizzate secondo una procedura molto particolare.

Percorrendo il corridoio centrale ci si imbatte nelle Tombe dei nobili, una galleria d’arte macabra lunga 30 metri; qui si trovarono una serie di loculi e affreschi raffiguranti degli scheletri vestiti con un buco all’altezza della testa. Gli affreschi davano delle indicazioni sul mestiere o la posizione sociale del defunto.

Catacombe di San Gaudioso Napoli 2

Quasi tutti gli affreschi furono realizzati dall’artista Giovanni Balducci che, pur di essere sepolto anche lui tra gli aristocratici della città, rinunciò al suo compenso.

La parte più macabra del procedimento di sepoltura iniziava con il rituale della scolatura, un procedimento importato dalla Sicilia; i cadaveri venivano posti in nicchie scavate nel tufo per far loro perdere i liquidi. Un compito macabro eseguito da una figura chiamata schiattamuorto.

Questo particolare tipo di trattamento veniva pagato a peso d’oro ed era visto come una sorta di espiazione anticipata dei propri peccati.

Allora, vi è venuta un pò di curiosità?

Info pratiche

L’ingresso è dalla Basilica Santa Maria della Sanità, in Piazza Sanità 14, Napoli.

Ci si arriva a piedi dalla fermata della metropolitana Museo, camminando lungo via Santa Teresa degli Scalzi e poi lungo discesa Sanità.

Orari di apertura: Dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 13.00 (ultimo ingresso ore 13:00).