Puozze sculá, una delle imprecazioni più pesanti che un napoletano possa proferire, è strettamente legata al culto della sepoltura dei morti nelle Catacombe di San Gaudioso.



Questo terribile anatema, che augura ad una persona di morire in modo terribile, fino al XVIII secolo appariva invece come una benedizione, si credeva infatti che il rito funebre della scolatura consentisse alle anime dei defunti di giungere purificate dai peccati terreni agli occhi del Signore.

Catacombe di San Gaudioso napoli
Chiesa di Santa Maria alla Sanità

Per capire bene di cosa si tratta, l’ignaro turista o il napoletano curioso devono scendere le scale che dalla chiesa di Santa Maria alla Sanità conducono alle catacombe di San Gaudioso e alla galleria dei nobili, dove alla fine del 1500 i frati Domenicani accolsero le spoglie di alcuni nobili napoletani.

E proprio qui che si trovano le sedie scavate nella roccia, la cantarellacon sotto un canteroun recipiente destinato a raccogliere i fluidi della salma durante il processo di decomposizione.

L’ingrato compito era assolto da una figura chiamata schiattamuorto, ovvero il becchino, che aveva il compito di porre i cadaveri a scolare, avendo cura di praticare dei fori sui corpi in modo da favorirne il processo di disseccamento.

Catacombe di San Gaudioso Napoli 2
Catacombe di San Gaudioso – Galleria dei Nobili

Poiché all’epoca si pensava che la testa fosse la parte più importante del corpo, il teschio veniva incastrato nel muro di tufo mentre sotto di esso veniva dipinto un corpo che desse delle indicazioni sul mestiere o la posizione sociale del defunto. Il resto del corpo veniva ammassato negli ossari.

E’ interessante notare che quasi tutti gli affreschi furono realizzati da un artista di nome Giovanni Balducci, che pur di essere sepolto anche lui nelle catacombe di San Gaudioso e tra gli aristocratici della città, rinunciò ad ogni forma di compenso per le sue prestazioni.

Pare che siano stati proprio questi luoghi ad ispirare il principe della risata, Totò, nella scrittura della ‘A Livella.