Ultima Modifica il 6 Dicembre 2020

Le due statue dei palafrenieri a guardia dei giardini di Palazzo Reale di Napoli sono il pegno di fedelissima e perpetua amicizia tra Napoli e San Pietroburgo.

Le due sculture, note come “i cavalli di bronzo”, portano la firma di Peter Clodt (Pyotr Klodt) Von Jurgensburg.



Cavalli di bronzo, la storia

Le due statue sono un dono di ringraziamenti di Nicola I Romanov imperatore di Russia per l’accoglienza riservata a Palermo.

Tra il 1845 e il 1846 lo Zar di tutte le Russie viene ospitato in Sicilia per consentire alla cagionevole zarina Alexandra Fëdorovna, di fuggire il rigido inverno di San Pietroburgo.

Sulle basi marmoree dei “Cavalli di bronzo” ancora oggi è scolpita in latino la testimonianza dell’amicizia e della stima tra i due sovrani.

Cavalli di Bronzo, Napoli PH Peppe Guida Cavalli di Bronzo, Napoli PH Peppe Guida.

Il dono alla città di Napoli inaugurò un periodo di grandi e significativi scambi sia commerciali che culturali tra il regno delle Due Sicilie e l’Impero Russo.

Fu così lo Zar Nicola realizzò a Kronstadt una fabbrica uguale a quella di Pietrarsa; mentre a Napoli si cominciò a gustare la il baccalà del baltico.

I cavalli russi, che raffigurano due palafrenieri nell’atto di domare i cavalli, vengono inizialmente posizionati sul cancello d’ingresso dei giardini di Palazzo Reale in Via San Carlo. Alla fine dell’Ottocento vengono spostate nell’attuale posizione, lato Maschio Angioino.

Curiosità: I Cavalli di Bronzo di Napoli sono pressoché identici a un gruppo equestre che domina dall’alto del ponte Aneckov a San Pietroburgo il fiume Neva.

Cavalli di Bronzo, Napoli PH Peppe Guida Cavalli di Bronzo, Napoli PH Peppe Guida.

Pochi lo sanno, ma il cavallo a Napoli è sacro; è un pò il simbolo, più o meno ufficiale della città. Ne è testimone la testa di cavallo nel palazzo di Diomede Carafa in via San Biagio dei Librai.