Ultima Modifica il 9 Gennaio 2021

In Piazza del Plebiscito di Napoli si possono ammirare due bellissime statue equestri raffiguranti Carlo III di Borbone (1716-1788) e suo figlio, Ferdinando I delle due Sicilie (1751-1825). Photo credit Flickr.com @Antonio Piccialli.

Entrambi i sovrani sono raffigurati con lo sguardo rivolto verso il Palazzo Reale con un incedere solenne e vestiti alla romana.



Piazza del Plebiscito è abbracciata da edifici di grande rilevanza storica ed artistica la chiesa di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale e, ai lati, da Palazzo Salerno e Palazzo della Foresteria, due palazzi simmetrici ed identici.

La storia delle statue equestri

La storia delle statue equestri di piazza del Plebiscito inizia con la “Republica Napoletana” del 1799 preludio del decennio francese che vide sul trono del Regno d Napoli due re francesi. Per volere di Napoleone, l’imperatore dei francesi, ci fu prima Giuseppe Bonaparte ( tra il 1806 e il 1808), gli seguì suo cognato Gioacchino Murat ( fino al 1815).

Per onorare Napoleone Bonaparte, il re Giuseppe fece appello a Antonio Canova per la costruzione di una statua bronzea a cavallo, in posa imperiale.

Statua equestre Carlo III Napoli

La sconfitta riportata da Napoleone a Lipsia nel 1813 sancì l’inizio della fine per l’imperatore e dei vari regni affidati ai suoi parenti; nel 1815 il Congresso di Vienna decise di restaurare sui propri troni tutti i legittimi sovrani destituiti dall’imperatore francese.

E’ cosi che, dopo 10 anni di esilio Ferdinando IV (Ferdinando I delle due Sicilie), rientra a Napoli, la capitale del Regno. Tutte le opere di miglioramento del decennio francese sono conservate, compreso il destriero di Napoleone, anche se si opta a un cambio di cavaliere.

Napoleone viene sostituito da Carlo III di Borbone, l’iniziatore della dinastia napoletana. Re Ferdinando commissionò la costruzione di un secondo cavallo, su cui doveva esserci lui stesso, come simbolo della continuazione della dinastia borbonica a Napoli.

Le due statue, inaugurate nel 1829 in piazza del Plebiscito, sono sistemate su basamenti in marmo a circa 50 metri una dall’altra.

Con la conquista di Napoli da parte dei garibaldini, le due statue borboniche divennero dei personaggi politicamente molto ingombranti. Si pensò a distruggerle o di sostituire la teste di Carlo e Ferdinando con quelle di Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Fortunatamente non se ne fece nulla.

Statua equestre Ferdinando I Napoli

La statua equestre di Carlo III è realizzata da Antonio Canova, tra il 1818 e 1822; quella di Ferdinando I da Antonio Calì.

A differenza dei due Cavalli di Bronzo, a guardia del giardino di Palazzo Reale, le due statue equestri di Piazza del Plebiscito furono fuse dalla Fonderia Righetti. Il fonditore di fiducia del Canova era installata a Villa Bruno, una delle Ville Vesuviane del Miglio d’Oro.