Era il 10 Maggio 1734 quando un appena diciottenne Don Carlos di Borbone, duca di Parma e infante di Spagna, vinta la fiacca resistenza degli austriaci, entrò trionfante nella città di Napoli.

Fu così che, dopo una lunga parentesi di oltre due secoli di dominazioni straniere, Napoli ritorna ad essere la capitale di uno Stato sovrano e indipendente.



Chi era Carlo di Borbone?

Carlo Sebastiano di Borbone (Madrid, 20 gennaio 1716 – 14 dicembre 1788), figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, fu duca di Parma e Piacenza per diritto ereditario (dal 1731 al 1735), e re di Napoli e di Sicilia (dal 1735 al 1759) per conquista.

L’incoronazione come re di entrambe le Sicilie avvenne il 3 luglio 1735 presso la cattedrale di Palermo. Il fondatore della dinastia dei Borbone del Regno delle Due Sicilie, per rimarcare la discontinuità, accanto al nome di battesimo rifiutò qualsiasi numerazione; era il modo per sottolineare di essere il sovrano di uno stato indipendente.

Il suo titolo dinastico era, come si legge nei decreti legislativi, re della Sicilia al di qua e della Sicilia al di la del Faro.

Carlo di Borbone Palazzo Reale Statua di Carlo di Borbone a Palazzo Reale Napoli

Alla morte del fratellastro Ferdinando VI nel 1759, fu chiamato a succedergli sul trono di Spagna. Sul trono del regno gli successe il figlio Ferdinando; la dinastia dei Borbone di Napoli e delle due Sicilie regnò sull’Italia Meridionale dal 1734 fino all’Unità d’Italia nel 1861.

Re Carlo e il Regno di Napoli

Carlo di Borbone, quando cinse la più bella corona d’Italia, aveva appena diciotto anni; malgrado ciò dimostrò sin da subito un forte senso dello Stato entrando in perfetta sintonia con il suo popolo e i suoi bisogni.

Il capostipite dei Borboni di Napoli, fu un re di ingegno, cultura e lungimiranza non comuni, tanto che gli sono attribuite ben 26 virtù, rappresentate da altrettante statue collocate sull’emiciclo vanvitelliano di Piazza Dante.

Dalle grandi sale del Palazzo Reale di Napoli, il giovane re, con l’aiuto del suo fidato ministro Bernardo Tanucci, avviò una grande opera di rinnovamento attraverso riforme amministrative, sociali e religiose che da tempo attendevano realizzazione. Instaura la giunta di commercio, riforma il sistema tributario e tassa alcune proprietà del clero.

Carlo di Borbone street artist Blub - L'arte sa nuotare Carlo di Borbone street artist Blub – L’arte sa nuotare

Con lui la città di Napoli conobbe una vera e propria rinascita che si manifestò nella costruzione di opere importanti dal punto di vista culturale e artistico.

A Carlo di Borbone si devono la costruzione del Teatro San Carlo, della splendida Reggia di Caserta, senza dimenticare le Regge di Portici e di Capodimonte con le fabbriche di porcellana e, ancora, strade, piazze, porti.

Senza dimenticare i luoghi di cultura come il palazzo dei Regi Studi diventato Reale Museo Borbonico (attuale Museo Archeologico Nazionale) con la collezione Farnese ereditata e lasciata alla città.  Sono degli stessi anni i prestigiosi siti reali di Carditello, Persano e del Fusaro.

Il sovrano diede, inoltre, un notevole impulso allo sviluppo delle prime ricerche archeologiche napoletane che portarono alla luce le antiche città romane di Ercolano, Pompei e Stabia.

Curiosità

Pare che Carlo di Borbone, devotissimo a San Gennaro, quando partì per sedersi sul trono di Spagna si portò del sangue del Santo napoletano; si dice sia stato sottratto dall’ampolla più grande, che infatti non è completamente piena.

Carlo, fece custodire l’ampolla nella cappella dell’Escorial e ogni 19 settembre faceva celebrare una messa per San Gennaro. Si ipotizza che la reliquia, attualmente, sia custodita nel Monastero Reale dell’Incarnazione, sempre a Madrid.