È una delle statue intorno alle quali gravitano più storie e leggende: si tratta della testa bronzea di cavallo di Donatello, custodita per secoli nel Palazzo Diomede Carafa (in via San Biagio dei Librai ). Dal 1809, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è diventata l’ultima dimora di questa straordinaria opera donata dall’ultimo principe Carafa di Colubrano.



Ancora oggi, superato il monumentale ingresso del Palazzo di Diomede Carafa in via San Biagio dei Librai, troneggia una copia  in terracotta addossata alla parete di fondo del cortile. La Testa di Cavallo detta Testa Carafa di Donatello è posta al centro nella prima sala del MANN tra varie statue romane.

 

Pochi lo sanno, ma il cavallo a Napoli è sacro e il simbolo, più o meno ufficiale, della città. Un cavallo rampante fu, tra l’altro, l’ emblema del Calcio Napoli, prima che si trasformasse in ciuccio, dopo le prime sonore sconfitte in campionato.

La Testa di Cavallo, tra arte e leggenda

La particolarità dell’opera sta nel taglio del collo, essendo in senso obliquo fa pensare che l’animale sia stata realizzata per essere ammirata da lontano e dal basso. La testa, pare dovesse far parte di una statua equestre commissionata a Donatello da Alfonso V d’Aragona da posizionare nell’arco superiore della porta trionfale in marmo di Castel Nuovo. La statua, cominciata nel 1456, non fu mai completata.

Testa di Cavallo di Donatello al MANN

La testa di Cavallo di Donatello è legata a più di una leggenda, una di queste narra che la scultura in bronzo fosse opera di Virgilio Mago (lo stesso dell’uovo di Castello dell’Ovo) e che avesse il potere di guarire gli animali. Il rituale propiziatorio consisteva di effettuare tre giri intorno alla scultura per assicurarsi la pronta guarigione.

Si narra poi che quel cavallo di bronzo fu fatto fondere, per ricavare le attuali campane del Duomo. Fu risparmiata solo la testa del cavallo che fu collocata nel cortile del palazzo Carafa che da allora fu chiamato il Palazzo del Cavallo di Bronzo.

Testa di Cavallo di Donatello Street Art

Secondo la tradizione una statua che raffigurava un grande cavallo di bronzo, sfrenato e dall’aspetto furente, sia esistita veramente e torreggiava su un alto piedistallo di piazzetta Sforza dove fu eretto nel XVII secolo l’obelisco di San Gennaro. Una scultura talmente bella da essere considerata metafora dell’orgoglio indomito della città, e come tale raffigurata nelle insegne degli antichi Sedili di Capuana e di Nido.

Nel 2017, sulla scalinata laterale del Museo Archeologico di Napoli, è stata inaugurata un’importante opera di street art che riproduce la testa di Cavallo Carafa realizzata da Donatello. L’opera è di David Diavù Vecchiato.