Ultima Modifica il 30 Marzo 2022

Napoli si sà è la città dalle 500 cupole, una di queste è la chiesa di Santa Maria di Portosalvo. Uno splendido edificio sacro un tempo meta dei naviganti che partivano o rientravano salvi nel porto di Napoli.

Ormai ci siamo, dopo moti (troppi) anni di chiusura, la chiesa di Santa Maria di Portosalvo torna ad accogliere i fedeli. L’inaugurazione da parte dell’arcivescovo, don Mimmo Battaglia, è Giovedi 31 marzo 2022.

La chiesetta, edificata nel XVI secolo, occupa una bizzarra posizione all’interno di uno spartitraffico tra via Cristoforo Colombo, Via Alcide De Gasperi e via nuova Marina.

La chiesa di Portosalvo tutt’oggi resiste stoicamente nonostante auto, scooter e bus di linea gli sfrecciano accanto, sembra quasi un miracolo.



La storia

Sono certo che ognuno di noi si sia chiesto cosa ci faccia una chiesetta in mezzo alle corsie automobilistiche.

Questa bella chiesa napoletana, nasce tra il 1554 e il 1564 per volere di Bernardino Belladonna per ringraziare la Vergine per averlo salvato da pirati e naufragi.

Per la sua costruzione fu scelto un luogo fuori le mura della città di Napoli: il largo del Mandracchio; li dove cera un porto angioino denominato “Porto d’Arcina. Si suppone che nella zona sbarcassero le mandrie destinate al macello.

Santa maria di Porto Salvo Napoli

La chiesa ha subito nei secoli varie ristrutturazioni, nel 1749 venne inoltre conclusa la costruzione della palazzina che divenne sede di un orfanotrofio detto il “Collegio dei Marinaretti”.

Nel corso del tempo è scampata varie volte alla demolizione, purtoppo non è sfuggita al furto di numerose opere d’arte né all’indifferenza dei cittadini.

Si è salvata dalle distruzioni che interessarono la zona durante il Risanamento, alla costruzione di via Marina, dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale e persino dal boom edilizio degli anni ’50 e ’60.

La chiesa di Santa Maria di Portosalvo

Santa Maria di Portosalvo, si trova ad un livello inferiore rispetto a quello stradale, mostra una facciata stuccata in stile rococò risalente all’ultimo restauro del XVIII secolo. Sia il piccolo campanile in piperno a quattro ordini che la cupola sono rivestiti da splendide mattonelle gialle e verdi.

Oltrepassato il bellissimo portale in piperno bugnato si entra in una chiesa composto da un’unica navata con due cappelle per lato; il presbiterio è delimitato da una bella balaustra realizzata da Dionisio Lazzari.

Fontana della maruzza a Portosalvo

Tra le tante opere presenti nella chiesa c’è un soffitto a cassettoni in legno dorato nel cui centro si trova “La Gloria della Vergine”, una tela di Battistello Caracciolo.

All’esterno della chiesa ci sono due reliquie che passano totalmente inosservate. Sulla sinistra, c’è la cinquecentesca fontana della “Maruzza” (lumaca); sulla destra, isolata dalla chiesa, si erge la Guglia di Portosalvo.

Fu eretta nel 1799 dai Borboni per celebrare la riconquista del regno di Napoli dopo la parentesi della Repubblica Napoletana.