Piazza Bellini, luogo di ritrovo degli intellettuali e degli habitué della movida partenopea, è abbellita da palazzi monumentali risalenti al secolo XVI, uno di questi è il Complesso di Sant’Antonio delle Monache a Port’Alba, sede della biblioteca della facoltà di “Lettere e Filosofia”.



Il convento, conosciuto anche con il nome di Sant’Antoniello, fu fondato nel 1564 per volontà di suor Paola del Cappellano, donna molto devota a Sant’Antonio da Padova, la quale decise di far costruire un monastero nel quale si potesse vivere secondo la regola di San Francesco.

Inizialmente era costituito da spazi limitati, perché ricavato all’interno di case, successivamente il monastero fu ingrandito con l’acquisto di nuovi immobili, tanto che intorno al 1637 fu acquistato anche il vicino Palazzo Principe di Conca, sulla cui facciata sono ancora visibili elementi architettonici originali, e il largo antistante.

L’attuale prospetto risale proprio a quel periodo, in cui fu costruito anche il grande scalone a doppia rampa. Per quanto riguarda la chiesa, i lavori furono completati intorno al 1578 e venne consacrata l’anno successivo.

Chiostro Sant'Antonio delle Monache a Port'Alba

L’interno è a navata unica con tre cappelle per lato di ridotta profondità, dalle prime si accede alla sagrestia e al chiostro, mentre le altre, ripartite da pilastri con capitelli corinzi in stucco, ospitano quattro altari. Di gran pregio è l’altare maggiore seicentesco in marmo e madreperla che un tempo era sormontato dal celebre Bernardo Cavallino, Santa Cecilia in estasi, ora nel museo di Capodimonte.

Al centro del soffitto cassettonato si trova un dipinto Sant’Antonio, opera anonima del XVII secolo. Sono ancora da segnalare i due coretti settecenteschi sulle pareti laterali, le gelosie seicentesche in legno dorato, il comunichino seicentesco in ferro battuto dietro l’altare maggiore, il pavimento ottocentesco in maiolica dipinta della navata e del presbiterio ed infine il curioso sistema di chiusura completamente ligneo della porta d’ingresso.

Piazza Bellini, Napoli

Da monastero a biblioteca

Nel 1808, a seguito della soppressione degli ordini religiosi, le suore francescane furono espulse; in seguito il complesso fu assegnato alle terziarie Mantellate dell’Addolorata che vi rimasero fino al 1925 quando subentrarono prima le suore salesiane e poi nel 1976 le piccole Ancelle di Cristo Re.

Il complesso è oggi di proprietà del Comune di Napoli e dopo il recente restauro è sede della BRAU, la Biblioteca di ricerca dell’area umanistica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Complesso di Sant’Antonio delle Monache a Port’Alba

Indirizzo: Piazza V. Bellini, 56 – 80138 (Napoli)