La Crypta Neapolitana, conosciuta anche come la Grotta di Posillipo, da tempo immemore collega la zona di Mergellina ai Campi Flegrei.

Buone notizie per la città di Napoli, presto la Crypta Neapolitana potrebbe essere riaperta al pubblico. Lo ha annunciato ufficialmente Vincenzo De Luca nel consiglio regionale del 21 dicembre scorso prevedendo una spesa di 12 milioni di euro. Il progetto prevede la realizzazione anche di una pista ciclabile.



Alla galleria si deve l’origine del nome di due quartieri di Napoli: Piedigrotta ( al di qua e ai piedi della grotta) e Fuorigrotta (al di là della grotta). Potrebbe interessartiParco Vergiliano e Crypta Neapolitana a Piedigrotta, Napoli.

La storia della Crypta Neapolitana

La grotta scavato nel tufo, che taglia da parte a parte la collina di Posillipo, è un rettilineo lungo 711 metri; il suo ingresso principale è all’interno del parco Vergiliano di Napoli, dove si trova la tomba di Leopardi.

Parco Vergiliano a Piedigrotta Ingresso

Una leggenda partenopea vuole che sia stato il poeta Virgilio, pare fosse dotato di potenti arti magiche, a scavare la Crypta Neapolitana in una sola notte. Sempre secondo leggenda le spoglie mortali di Virgilio, che per molto tempo abitò a Napoli, riposerebbero nel Colombarium di età romana posto all’ingresso della Crypta.

In verità questa magnifica opera di viabilità sotterranea viene edificata in età augustea dal liberto Lucius Cocceius Aucto, architetto di Marco Vipsanio Agrippa; lo stesso che costrui la “Grotta di Cocceio” e la Crypta romana a Cuma.

Colombaio, Crypyta Napoletana

La sua costruzione fu voluta per migliorare i collegamenti tra Napoli ed il Portus Iulius, dov’era stanziata la flotta militare di Roma; e malgrado fosse angusta, buia e polverosa (in origine era illuminata e ventilata da due pozzi di luce obliqui), la Crypta Neapolitana continuò ad essere un arteria principale tra Neapolis e Puteoli.

Nel corso dei secoli è stata oggetto di diversi interventi con opere di allargamento, di pavimentazione e la realizzazione di un sistema di illuminazione.
E’ solo alla fino alla fine dell’Ottocento che viene chiusa, per problemi di statica. Viene sostituita, tra il 1882 e il 1884, dalla Galleria delle Quattro Giornate, scavata proprio accanto alla Crypta Neapolitana.

Un luogo di culto e di riti iniziatici

Per molto tempo si è ritenuto che una sorta di maleficio si abbattesse sui viandanti che provavano ad attraversare la galleria da soli di notte; per questa ragione vennero sistemate alcune immagini sacre di buon augurio.

Crypta Napoletana Napoli

Durante alcuni scavi condotti in età aragonese è stato scoperto un bassorilievo che rappresenta il dio Mitra mentre doma un toro; la sua scoperta fa pensare che fu anche utilizzata come un luogo di culto mitriaco.

Il reperto archeologico, realizzato tra la fine del III e l’inizio del IV sec. d.C., è oggi conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Curiosità. Due volte l’anno, all’alba e al tramonto, la Crypta era invasa dalla luce naturale; la galleria era orientata in modo tale che in occasione degli equinozi il sole fosse perfettamente allineato tra i due ingressi.