A Napoli la festa del Carmine rappresenta una delle più antiche ricorrenze religiose fatta di tradizioni tramandate di generazioni in generazione. L’evento cade il 15 luglio, vigilia della festività dedicata alla Madonna del Carmelo (Foto di copertina Orlando Catalano).

La celebrazione vede ogni anno la partecipazione di migliaia di persone tra fedeli e non, che dopo i caratteristici rituali religiosi, possono assistere al suggestivo incendio del campanile della basilica del Carmine Maggiore. Un rito antico, da sempre accompagnato ancora oggi dal suono caratteristico delle tammorre, uno degli strumenti più rinomati della tradizione musicale partenopea.



Festa del Carmine, scopri il programma dell’evento sul Sito Ufficiale

Fulcro della festa è il santuario del Carmine Maggiore, una basilica risalente al XIII secolo, che da più di 8 secoli è meta di turisti e visitatori che vengono a rendere omaggio all’icona della Madonna Bruna. La basilica si erge in piazza del Carmine che, con la vicina piazza del Mercato, è stata teatro dei più importanti avvenimenti della storia napoletana: esecuzioni capitali, rivolte, tradimenti…

La festa inizia sempre un pò di giorni prima con una serie di celebrazioni fino al tradizionale incendio del campanile del Santuario (con i suoi 75 metri di altezza è la più alta di Napoli), che viene completamente rivestito da una pioggia di fuoco ad imitare un vero incendio che viene spento solo nel momento in cui arriva il quadro della Vergine del Carmine. A fare da cornice alla festa, a metà tra il Sacro e il Profano, non mancano alcune bancarelle ricche di pietanze piuttosto varie e appetitose.

Processione Madonna del Carmine

Il rogo sembra rievocare un’usanza già nota ai tempi di Masaniello, quando, a due passi dalla chiesa, in occasione della festa, i fedeli erano soliti dare alle fiamme un castello di legno eretto in piazza, in ricordo delle antiche battaglie combattute contro i mori. Nel tempo la rappresentazione dell’incendio fu trasferita alla cima del campanile.

Aneddoto – Proprio durante una di queste rappresentazioni nel 1647 cominciò la rivolta capeggiata da Masaniello contro il viceregno di Spagna, e qui trovò la morte proprio nel giorno della festa della Madonna del Carmine.

Miracolo del Crocifisso –  La storia racconta che il 17 ottobre del 143, durante la lotta tra gli Angioini e gli Aragonesi per il dominio di Napoli, l’infante Pietro di Aragona diede miccia ad una grossa bombardata detta la Messinese. Questa sfondò l’abside della chiesa in direzione della testa del crocifisso che, per evitare di essere colpita, abbassò il capo sulla spalla destra, senza subire alcun danno. Ancora oggi è possibile vedere la palla incastrata e il volto del Cristo piegato da un lato. Re Alfonso per correggere l’errore fraterno, fece ricostruire ciò che era andato distrutto.

Che siate credenti oppure no, la basilica resta un luogo pieno di fascino e di storia da poter ammirare gratuitamente.

Basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore

Indirizzo: Piazza del Carmine, 2, 80142 Napoli NA, Italia